
Piero De Luca rischia il carcere
Alla vigilia del congresso regionale del Pd a Napoli, la Procura di Salerno ha avanzato una richiesta di condanna di due anni per Piero De Luca, segretario regionale del Partito Democratico e figlio dell’ex governatore della Campania, coinvolto nella vicenda del fallimento della società Ifil. L’accusa riguarda l’utilizzo di fondi societari per pagare biglietti aerei per il Lussemburgo tra il 2009 e il 2011, per un totale di 23.026 euro.
In aula, la procuratrice generale Lerose ha sottolineato come De Luca fosse a conoscenza della provenienza dei fondi, pur non risultando come socio occulto. La difesa, guidata dall’avvocato Andrea Castaldo, ha invece prodotto prove della restituzione delle somme contestate.
Oltre a De Luca, la Procura ha chiesto pene per altri ex amministratori della società: due anni e mezzo per Luigi Avino ed Emilio Ferraro, un anno e quattro mesi per Valentina Lamberti (moglie di Del Mese), e conferma della condanna di primo grado per Giuseppe Amato junior.
In primo grado, Piero De Luca era stato assolto perché “il fatto non costituisce reato”, nonostante la Procura avesse richiesto due anni. La prossima udienza sarà dedicata alle difese e alla sentenza definitiva, in un momento particolarmente delicato per gli equilibri interni del Pd Campania e della giunta Fico.
