Si accendono i riflettori sulla gestione del servizio di igiene urbana a Casalnuovo. Con una nota ufficiale inviata questa mattina alla prefettura di Napoli e al Comune, il sindacato Fials ha sollevato pesanti dubbi sulla procedura di cessione del contratto e fitto di ramo d’azienda tra l’attuale gestore, Tekra srl, e la società subentrante Ris. Am srl.
Il silenzio del Comune e l’allarme dei lavoratori
Il nodo della questione riguarda il mancato riscontro da parte dell’amministrazione comunale di Casalnuovo che, nonostante le sollecitazioni della Prefettura datate 19 gennaio, non ha ancora formalizzato l’accettazione della cessione ex articolo 120 del Codice dei contratti pubblici.”I lavoratori sono preoccupati — spiega il segretario generale Domenico Merolla — temono imposizioni che violino le tutele previste dall’articolo 2112 del Codice Civile”.
Ad oggi, inoltre, non sarebbe stato ancora fornito l’elenco del personale avente diritto al passaggio di cantiere, alimentando un clima di incertezza e tensione.Accuse di discriminazione e “scatole cinesi“.
Il sindacato denuncia inoltre presunte condotte discriminatorie da parte di Tekra, che avrebbe convocato i lavoratori in modo separato. Merolla è netto sulla natura dell’operazione:”Siamo di fronte a procedure che troppo spesso lasciano soli i lavoratori. Nel settore sono ormai frequenti passaggi fittizi volti solo a svuotare ditte esposte con l’erario attraverso il ricorso a teste di legno”.B
Battaglia legale sulla solidarietà
Fials ha chiarito ai propri associati che Tekra e Ris. Am. restano obbligate in solido per tutti i crediti maturati dai dipendenti. Il sindacato ha inoltre ribadito che la firma di eventuali verbali di conciliazione resta una scelta libera del singolo e non un obbligo per il proseguimento del rapporto di lavoro, che deve continuare per legge con il nuovo datore di lavoro.
Prossimi passi
Nel pomeriggio di oggi è previsto un incontro presso gli uffici di Tekra, al termine del quale il sindacato invierà una relazione dettagliata alla prefettura, definita “ultimo vero baluardo di legalità sul territorio”. La richiesta è chiara: il Comune deve uscire dal silenzio per evitare che i diritti e la dignità dei lavoratori vengano calpestati.

