L’inverno 2025-2026 potrebbe riservare un finale sorprendente, molto diverso dagli ultimi anni avari di freddo e neve. Dopo le prime nevicate già osservate anche in pianura in alcune zone d’Italia, l’attenzione degli esperti si sposta ora su uno scenario meteo di grande interesse: un possibile collasso del Vortice polare, capace di riportare ondate di gelo e nevicate diffuse nel cuore dell’inverno.
Al momento non si parla di eventi imminenti, né di un gennaio particolarmente rigido. I cosiddetti Giorni della Merla non sembrano destinati a entrare nella storia. Tuttavia, febbraio potrebbe cambiare completamente lo scenario, aprendo la strada a una fase invernale intensa e potenzialmente memorabile.
Cos’è il Vortice polare e perché è così importante
Il Vortice polare è una vasta area di bassa pressione che staziona tra la stratosfera e la troposfera sopra il Polo Nord, contenendo le masse d’aria gelida alle alte latitudini.
Quando il vortice è compatto e forte, il freddo resta confinato al Circolo Polare. Quando invece si indebolisce o collassa, l’aria artica può scendere verso l’Europa e il Mediterraneo, dando origine a ondate di gelo, nevicate fino in pianura e condizioni meteo estreme.
Ed è proprio questo secondo scenario che inizia a comparire nelle proiezioni a lunghissimo termine.
Stratwarming e possibile collasso: cosa indicano i modelli
Secondo gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli internazionali, tra cui ECMWF e GFS, nelle prossime settimane potrebbe verificarsi un riscaldamento stratosferico improvviso (Stratwarming).
Questo fenomeno, se sufficientemente intenso, può:
- indebolire il Vortice polare
- frammentarlo o spostarlo
- innescare una propagazione degli effetti dalla stratosfera alla troposfera
Se ciò accadesse, gli effetti più concreti si manifesterebbero non prima di metà o fine febbraio, con un ritorno deciso del freddo anche sull’Italia.
Un inverno diverso dagli ultimi quattro
Gli ultimi inverni sono stati caratterizzati da:
- temperature spesso sopra la media
- poche nevicate in pianura
- anticicloni persistenti
L’inverno in corso, invece, sta già mostrando segnali di maggiore dinamicità, riportando una parvenza di normalità climatica che sembrava smarrita. Il Vortice polare appare meno compatto e più vulnerabile, un elemento chiave per chi spera in un vero inverno.
In particolare, la Val Padana, storicamente una delle aree più nevose d’Italia, non vede una nevicata estesa e significativa da anni. Le condizioni atmosferiche attuali lasciano però aperta questa possibilità.
Neve in pianura: un ritorno possibile?
Le nevicate di inizio gennaio potrebbero non restare episodi isolati. Anzi, in caso di collasso del Vortice polare, potremmo assistere a eventi ben più rilevanti, con:
- irruzioni artiche o continentali
- neve fino in pianura al Nord
- possibili coinvolgimenti anche del Centro
Scenari simili non sono incompatibili con il riscaldamento globale: al contrario, la maggiore energia in atmosfera può favorire eventi estremi più intensi, anche se meno frequenti.
Il paragone con il gennaio 1985 e il febbraio 2012
Quando si parla di grandi ondate di freddo, il pensiero corre inevitabilmente a gennaio 1985, evento storico che colpì duramente l’Italia con gelo e neve eccezionali.
A distanza di oltre 40 anni, simili scenari sembrano appartenere a un’altra epoca, ma non sono impossibili.
Più recentemente, febbraio 2012 ha dimostrato che anche in tempi moderni l’Italia può vivere ondate di freddo intense, seppur più brevi e localizzate.
Saremmo pronti oggi a un evento estremo?
Una domanda inevitabile riguarda la capacità di risposta del Paese.
Oggi disponiamo di:
- modelli meteo più avanzati
- previsioni più accurate
- sistemi di allerta più rapidi
Eppure, alcuni scenari estremi restano prevedibili solo a ridosso dell’evento, e i disagi potrebbero essere significativi, soprattutto in aree non più abituate a gestire neve e gelo.
Cosa aspettarsi ora
In sintesi:
- ❄️ Nessun grande freddo imminente
- 📆 Possibile svolta a febbraio
- 🌍 Vortice polare più fragile del solito
- 🌨️ Neve in pianura non esclusa
L’inverno 2026 potrebbe ancora sorprendere, con un finale degno di questo nome. Servirà pazienza e cautela: le conferme arriveranno solo con il passare delle settimane.
Per ora, il potenziale c’è tutto. E per gli amanti del vero inverno, è già una notizia.

