Savoia, Matachione mette ko il sindaco sui social: Giraud senza bar per mancanza del bando. Una vicenda che ha del paradossale e che sta infiammando il dibattito cittadino. Allo stadio Stadio Alfredo Giraud, casa del Savoia 1908 , non è possibile acquistare neanche una bottiglietta d’acqua. Non per problemi logistici, non per mancanza di pubblico, ma per un intricato nodo amministrativo che ha portato allo stop del punto ristoro interno allo stadio.
Una situazione che il presidente di CRH, Nazario Matachione, società che controlla il Savoia, ha definito apertamente una sconfitta per Torre Annunziata, più che una vittoria per qualcuno.
La SCIA, il silenzio e lo stop improvviso
Il Savoia aveva presentato regolare SCIA per la gestione del bar esterno al Giraud. Una procedura prevista dalla normativa, che per mesi non aveva incontrato ostacoli formali. Poi, improvvisamente, l’Amministrazione comunale si è accorta che il servizio non poteva essere attivato in assenza di un bando pubblico.
Una presa di posizione arrivata a stagione già iniziata, con lo stadio pieno e senza possibilità concreta di tornare indietro. Da qui il ricorso al TAR, che ha portato a una sospensiva: nessuna decisione nel merito, ma bar comunque chiuso. Risultato? Servizi azzerati.
La lettera aperta di Matachione: “Non è una vittoria per la città”
Di fronte a quello che definisce un comportamento poco trasparente, Matachione ha scelto di parlare direttamente alla città con una lettera aperta, assumendosene la responsabilità personale.
Il punto centrale è netto:
L’Amministrazione sapeva già dal 10 luglio 2025 che non avrebbe consentito l’apertura del punto ristoro. Ma non lo ha detto.
Secondo il presidente di CRH, se la decisione fosse stata presa in buona fede, il bando sarebbe stato indetto subito, a luglio. Invece si è scelto di attendere il “momento giusto”, quando dire no avrebbe creato il massimo danno possibile.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: famiglie, anziani e bambini allo stadio senza alcun servizio essenziale. Una condizione che Matachione definisce indegna di una città civile, soprattutto se confrontata con altri stadi dove i servizi sono garantiti.
Il nodo del bando mai indetto
La domanda che rimbalza tra tifosi e cittadini è semplice: perché questo bando non si fa?
Secondo Matachione non si tratta di una dimenticanza, ma di una scelta precisa, che oggi penalizza l’intera comunità.
Se davvero non ci fosse nulla da temere, sostiene il presidente di CRH, l’Amministrazione dovrebbe fare una sola cosa: indire immediatamente il bando pubblico. Tutto il resto appare come immobilismo amministrativo mascherato da formalismo.
La risposta del sindaco: “Serve sobrietà”
Dopo la pubblicazione del post del Savoia, il sindaco è intervenuto con una nota dai toni istituzionali:
“Gli atti amministrativi e le decisioni del TAR non sono vittorie da festeggiare. L’Amministrazione non avrebbe nemmeno comunicato l’esito per non alimentare polemiche”.
Secondo il sindaco, i servizi accessori vanno assicurati nel rispetto delle regole e, come sempre, “conta il campo”. Non c’è stata però alcuna risposta alla città sui motivi per il quale il bando non è stato ancora indetto e soprattutto sulla situazione paradossale dello stadio “Giraud” appena riaperto ma con problematiche enormi che penalizzano gli sportivi. E ad oggi, fine gennaio, il Savoia è primo in classifica ma se dovesse approdare in Serie C dovrebbe andare a giocare altrove perché lo stadio non è stato ancora adeguato. Tutto è pronto per il secondo lotto, ma i lavori ancora devono partire.
La controreplica di Matachione: “Il TAR non è una soluzione”
Durissima la risposta del presidente di CRH, che ribalta il concetto di sobrietà: “Il TAR non ha deciso nulla nel merito. Ha solo detto che il danno non è urgente perché risarcibile. Risarcibile da chi? Dai cittadini di Torre Annunziata”.
Per Matachione la responsabilità non è tacere, ma decidere. E decidere significava fare il bando subito, non rinviare. Lasciare tutto nelle mani dei dirigenti equivale, secondo lui, a rinunciare alla guida politica della città.
“Dire ‘conta il campo’ è comodo – scrive – ma il campo non può coprire l’assenza di governo”.
La reazione dei tifosi: “Sindaco, si dimetta”
Sotto al messaggio del sindaco si è scatenata la protesta dei tifosi, che hanno riempito i commenti chiedendo le dimissioni del primo cittadino. Il sentimento diffuso è che, al di là delle carte e dei ricorsi, Torre Annunziata stia pagando l’ennesimo prezzo di decisioni rinviate e di una visione amministrativa assente. C’è anche chi da un profilo fake ha attaccato Matachione, ma adesso la vicenda sta assumendo contorni tali che potrebbe accendere i riflettori anche della commissione d’accesso che già si è insediata al Comune di Torre Annunziata.
Una vicenda che va oltre il calcio
Il caso del bar del Giraud non è solo una questione sportiva. È diventato il simbolo di un conflitto più ampio tra burocrazia e buon senso, tra atti formali e servizi reali.
Mentre altrove gli stadi funzionano, a Torre Annunziata – se non è la società a regalare acqua ai tifosi – non si può bere neanche una bottiglietta. E questo, al netto delle interpretazioni, resta il dato più difficile da spiegare ai cittadini.
La partita, ormai, non si gioca solo sul campo. E il risultato, per ora, è tutto fuorché una vittoria per la città.

