Pagani, il “cedolino” della giunta: indennità e l’impegno dei ruoli istituzionali

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di Marco Visconti

Trasparenza sui compensi e analisi dell’impegno quotidiano. In un momento in cui l’attività amministrativa richiede una presenza costante, abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza sulle entrate reali di chi guida la macchina comunale. Se a prima vista le cifre possono apparire allettanti, un’analisi più approfondita rivela una realtà fatta di responsabilità civili e penali, carichi di lavoro senza orari e parametri economici legati alla condizione finanziaria dell’ente.

Dalla documentazione ufficiale, emergono le cifre mensili spettanti ai componenti dell’esecutivo e al vertice del consiglio. Di seguito riportiamo i dati relativi ai compensi lordi e alle relative aliquote Irpef applicate:

  • Raffaele Maria De Prisco (Sindaco): € 4.483,97 mensili (aliquota IRPEF 15%).
  • Gerardo Palladino (Presidente del Consiglio): € 2.017,78 lordi.
  • Augusto Pepe (Vice-Sindaco): € 2.466,18 lordi.
  • Valentina Oliva (Assessore): € 1.008,89 lordi (aliquota IRPEF 27%).
  • Mariastella Longobucco (Assessore): € 1.008,89 lordi.
  • Luana Filomena Giammetta (Assessore): € 2.017,78 (aliquota concordata 23%).
  • Vincenzo D’Amato (Assessore): € 1.008,89 (aliquota comunicata 23%).
  • Bartolomeo Picaro (Assessore): € 2.017,78 (aliquota forfettaria).
  • Veronica Russo (Assessore): € 2.017,78 (aliquota forfettaria).

Il silenzio quasi tombale di Palazzo San Carlo

Per comprendere meglio il rapporto tra compenso e carico di lavoro, abbiamo interpellato il sindaco Raffaele Maria De Prisco e gli altri assessori, ponendo due domande semplici: il compenso è proporzionale all’attività svolta? Qual è la giornata tipo di un amministratore? Nonostante l’importanza del tema per la cittadinanza, la maggior parte dei componenti non ha fornito risposta. Va precisato che le cifre variano tra assessori, perché alcuni tra questi già svolgono un lavoro dipendente.

Va sottolineato che non tutti gli assessori garantiscono una presenza costante nelle delibere o nelle sedute di giunta. In questo scenario, risultano lodevoli le risposte fornite dagli assessori Valentina Oliva, Bartolomeo Picaro e dal vicesindaco Augusto Pepe che hanno accettato di fare luce sul loro operato.

La parola agli assessori: “Lavoro continuo e responsabilità”

Una giornata tipo di un vicesindaco – spiega il vicesindaco Pepe – si divide tra supporto all’amministrazione e la gestione di specifiche deleghe assessoriali, oltre la supplenza del sindaco in caso di assenza o impedimento. Essa include incontri con i cittadini e uffici, partecipazione alle sedute di giunta e consiglio Comunale. A questo, si aggiunge la rappresentanza a eventi ufficiali, ai rapporti con enti pubblici e molto spesso tramite celebrazioni di matrimoni/unioni civili ecc.. Inoltre, – continua Pepe – il vicesindaco richiede un impegno temporale elevato e flessibile, paragonabile ad un lavoro a tempo pieno molto. L’indennità di funzione del vicesindaco: netta mensile di circa € 1850,00 come previsto dal D.M n.119/2000 e s.m.j, dalla legge n 266/2005 (che ha previsto la riduzione del 10%) e la legge n.234/2021, sicuramente non è proporzionale alle responsabilità e all’impegno del lavoro svolto. La scelta di accettare la carica di vicesindaco, scaturisce soltanto dell’intenzione di impegnarsi attivamente per la propria collettività, mettendosi al servizio dei cittadini e lavorando per il bene della città, spesso spinti da valore di responsabilità e dalla necessità di superare le difficoltà locali con decisione e devozione (Impegno Civico).

L’assessore Valentina Oliva, già vicesindaco con delega alla cultura, descrive una routine che ignora il calendario:“La mia giornata tipo inizia prestissimo: stamattina alle 6:30 avevo già messaggi della sera prima, perché non c’è orario. Si va dalla richiesta di occupazione del teatro al supporto per un progetto. Avendo ricoperto il ruolo di vicesindaco, mi interesso a tanti argomenti oltre la mia delega attuale; ieri, ad esempio, mi sono occupata del canile. Tra il lavoro a scuola e gli incontri in Comune, per esempio oggi, per il Carnevale. Dedico poi spazio agli atti di indirizzo. È un lavoro continuo di progettazione, verifica delle disponibilità economiche e confronto con le realtà del territorio. A svolgere questo ruolo – continua Oliva – è dovuto dal senso di responsabilità, dalla voglia di fare qualcosa che resti, il desiderio di poter sentire qualcuno che possa ricordare ciò che si è fatto. Per me, diventa una vocazione” conclude l’assessore Oliva.

Sulla natura economica del ruolo interviene l’assessore Bartolomeo Picaro, che mette i puntini sulle “i” riguardo alla pressione fiscale e alla situazione dell’ente: “Bisogna premettere che queste somme sono lorde, dunque va scorporata una parte consistente. Questi compensi non sono proporzionati alla produttività individuale, ma seguono parametri nazionali. Il Comune di Pagani, essendo in stato di dissesto, si trova ai minimi: la giunta di un altro comune con pari abitanti guadagna di più. Si tratta di somme minime se rapportate alle responsabilità che ognuno di noi si assume con cognizione di causa per il bene del paese”.