Pizzo a scuole per l’infanzia: quattro arresti

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mn24.it

Quattro persone sono state arrestate ad Acerra in esecuzione di un’ordinanza del gip di Napoli per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Stazione di Acerra con la Procura Dda di Napoli, hanno ricostruito una serie di minacce nei confronti di un imprenditore titolare di scuole d’infanzia. Gli indagati, tra luglio e ottobre 2025, si sarebbero qualificati come appartenenti alla criminalità organizzata per ottenere pagamenti estorsivi e garantire così la gestione delle attività scolastiche.

Tra i destinatari delle misure cautelari figura Antonio Aloia, già noto alle forze dell’ordine e arrestato lo scorso Natale come esecutore materiale dell’omicidio di Ottavio Colalongo a Scisciano, avvenuto il 17 dicembre. Colalongo era stato ferito e successivamente ucciso con colpi di pistola alla testa mentre era a terra, episodio che aveva scosso l’intera comunità locale.

Le indagini dei Carabinieri hanno evidenziato un modus operandi consolidato: minacce reiterate, intimidazioni e richieste di denaro, tutte condotte secondo lo schema mafioso che caratterizza la criminalità organizzata nell’area napoletana. L’azione congiunta tra Dda e investigatori ha permesso di assicurare alla giustizia sia chi aveva tentato l’estorsione sia un soggetto già responsabile di un grave omicidio.

Il quadro che emerge dai fascicoli giudiziari conferma come le scuole e le attività imprenditoriali continuino a essere bersaglio di richieste estorsive da parte di gruppi criminali locali. La Procura di Napoli sottolinea che le indagini hanno portato all’individuazione dei responsabili senza possibilità di equivoci, mettendo un freno a episodi che minacciano la sicurezza e la serenità dei cittadini.

Gli arresti odierni rappresentano un ulteriore colpo alla criminalità organizzata dell’area vesuviana, evidenziando l’efficacia delle operazioni coordinate tra magistratura e forze dell’ordine. Le misure cautelari, tra cui il carcere per Aloia, segnano un passo avanti nella lotta contro estorsioni e omicidi legati a logiche mafiose.

Le autorità locali invitano chiunque subisca intimidazioni a collaborare con le forze dell’ordine, ribadendo che la repressione dei fenomeni mafiosi passa anche dalla collaborazione della comunità. Gli sviluppi dell’inchiesta saranno monitorati nelle prossime settimane, mentre gli investigatori continuano a ricostruire i legami tra i quattro arrestati e le dinamiche criminali che li hanno coinvolti.

Le operazioni di ieri confermano la strategia della Dda di Napoli: individuare i soggetti attivi nella criminalità organizzata e colpire i tentativi di estorsione prima che possano consolidarsi, garantendo protezione agli imprenditori e alle attività economiche locali. L’arresto di Aloia, già responsabile di un omicidio, dimostra inoltre come l’azione preventiva e repressiva delle autorità possa incidere concretamente sulla sicurezza pubblica.

Il caso di Acerra si inserisce in un contesto più ampio di controlli e operazioni antimafia nel napoletano, dove le istituzioni continuano a perseguire con determinazione la criminalità organizzata. L’attenzione resta alta su scuole, attività commerciali e imprese che potrebbero essere bersaglio di intimidazioni, con l’obiettivo di garantire un territorio libero dalla paura e dalla violenza.