Maltempo, la tregua inganna: l’Italia entra nel corridoio delle perturbazioni
La parola tregua oggi va usata con cautela. Il maltempo che ha segnato gli ultimi giorni sull’Italia sembra concedere una pausa, ma è una pausa fragile, quasi tecnica. Il ciclone Harry si allontana, allenta la presa soprattutto al Sud, lascia spazio a cieli meno carichi e a una sensazione momentanea di respiro. Ma dietro questa apparente normalità l’atmosfera sta già preparando il prossimo atto. E sarà rapido. E sarà intenso.
Il maltempo non arretra davvero. Cambia volto, cambia origine, cambia traiettoria. Dall’Atlantico una nuova perturbazione si è già messa in moto, con un fronte organizzato che punta dritto verso la penisola. La tregua non è un ritorno alla stabilità. È solo l’intervallo tra due fasi dello stesso copione.
Maltempo e ciclone Harry, perché la tregua è solo apparente
Il ciclone Harry ha dominato la scena meteorologica per giorni, colpendo a più riprese diverse regioni italiane. Piogge insistenti, vento, mari agitati. Ora si allontana definitivamente, lasciando dietro di sé un’atmosfera meno compressa soprattutto sulle regioni meridionali. Ma il suo addio non coincide con una vera uscita dal maltempo. Le correnti in quota restano tese, il Mediterraneo continua a essere attraversato da flussi instabili. È in questo spazio che si inserisce la nuova perturbazione atlantica, pronta a raccogliere l’eredità lasciata dal ciclone e a rilanciare il peggioramento.
Maltempo e instabilità, cosa resta dopo il passaggio del ciclone
Quando un sistema come Harry si allontana non ripulisce il campo. Lascia un contesto favorevole a nuovi ingressi perturbati. L’aria fredda affluita nei giorni scorsi al Nord resta intrappolata nei bassi strati. Un dettaglio che diventa decisivo nelle ore successive, soprattutto per le precipitazioni nevose. In questo scenario la tregua non è sinonimo di sicurezza, ma una pausa dinamica utile solo all’atmosfera per riorganizzarsi.
La nuova perturbazione entra dalla Sardegna
La nuova fase di maltempo ha una porta d’ingresso precisa: la Sardegna. Già nel corso della giornata la parte avanzata del fronte atlantico raggiunge il versante occidentale dell’isola, riportando le precipitazioni dopo poche ore di relativa calma. È un segnale chiaro. Il peggioramento non sarà graduale. Il fronte è compatto, alimentato da aria umida e instabile, e destinato a estendersi rapidamente verso il resto del Paese.
La posizione geografica dell’isola la rende spesso il primo punto di contatto tra le perturbazioni atlantiche e l’Italia. In questo caso la dinamica è classica. Piogge in ripresa, cieli che si chiudono velocemente, vento in rinforzo. È l’anticamera di ciò che accadrà nelle ore successive sul resto della penisola.
Maltempo al Nord, neve fino in pianura e temperature in calo
Venerdì segna il vero cambio di passo. Il fronte perturbato si sposta rapidamente verso il Nord-Ovest e l’alto Tirreno, per poi estendersi al resto del Settentrione e al Tirreno centrale. Qui il maltempo trova un alleato decisivo: l’aria fredda già presente. Le temperature, già basse, subiranno un ulteriore calo. Un contesto ideale perché le precipitazioni assumano carattere nevoso fino a quote molto basse lungo la Val Padana, con possibili fiocchi che potrebbero spingersi localmente fino in pianura, soprattutto sui settori occidentali.
La combinazione tra aria fredda al suolo e nuove precipitazioni in arrivo dall’Atlantico è sempre delicata. Basta poco per trasformare una pioggia in una nevicata. Il Nord vivrà una giornata di maltempo diffuso, con fenomeni in progressione da ovest verso est. Piogge, ma anche neve a bassissima quota, un ritorno a scenari che negli ultimi anni erano diventati sempre più rari.
Maltempo al Centro, piogge in aumento e neve in Appennino
Anche il Centro entra pienamente nella fase instabile. Il peggioramento interessa in modo particolare i settori tirrenici e l’Umbria, dove le piogge diventano via via più moderate. Le temperature scendono e la quota neve sull’Appennino si colloca attorno ai 1400 metri, con oscillazioni legate all’intensità dei fenomeni. Altrove prevalgono nubi irregolari, in un contesto che resta comunque instabile.
Il Sud vive la fase più ingannevole. Venerdì la giornata trascorre con tempo parzialmente soleggiato, cieli irregolarmente nuvolosi o a tratti coperti. Una normalità apparente che può far pensare a un miglioramento più duraturo. Ma è solo un’illusione. Il maltempo è già in movimento e tornerà a farsi sentire nel giro di poche ore.
Maltempo al Sud, la tregua più breve di tutte
Sabato la situazione si complica ulteriormente. Il primo fronte si attarda sulle regioni di Nord-Est e sul basso Tirreno, mentre altrove si affacciano schiarite anche ampie. È un miglioramento reale, ma brevissimo. A breve distanza una seconda perturbazione si avvicina rapidamente. In serata il nuovo peggioramento raggiunge il Nord-Ovest, le isole maggiori e gran parte delle regioni tirreniche, riportando piogge diffuse e cieli chiusi.
Quando due sistemi perturbati si susseguono a così breve distanza, l’atmosfera non ha il tempo di stabilizzarsi. Il secondo fronte sfrutta l’instabilità lasciata dal primo, intensificando gli effetti. È una dinamica che rende il maltempo più persistente e meno prevedibile nei dettagli.
Domenica il quadro si completa. I fenomeni si estendono a gran parte delle restanti regioni italiane. Piogge diffuse, clima freddo, condizioni atmosferiche instabili da Nord a Sud. Più che il singolo episodio, a colpire è la continuità. Il maltempo non arriva, colpisce e se ne va. Resta. Cambia forma, intensità, distribuzione, ma resta.
La tregua di queste ore serve solo a ricordare quanto sia sottile il confine tra calma apparente e nuovo peggioramento. Un confine che, questa volta, durerà pochissimo.

