Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania eletto con Forza Italia nella circoscrizione di Caserta, è al centro di un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere per i reati di corruzione e concussione.
La Procura ha chiesto al GIP l’applicazione di misure cautelari, mentre Zannini sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia nelle prossime ore.
Chi è Giovanni Zannini?
Zannini, originario di Mondragone, è uno dei politici più votati alle ultime elezioni regionali, con oltre 31.900 preferenze personali, un consenso che lo ha reso figura di spicco nel Consiglio regionale della Campania. Nel corso della legislatura, ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui la presidenza della Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile, posizione chiave per le politiche regionali in materia ambientale e infrastrutturale.
Politicamente, Zannini ha compiuto un passaggio significativo: inizialmente vicino alla maggioranza del presidente uscente Vincenzo De Luca, con la lista De Luca presidente, ha poi aderito a Forza Italia, rafforzando il proprio ruolo nel centrodestra campano. La sua elezione è stata sostenuta da una rete di amministratori locali e da un forte radicamento nel territorio della provincia di Caserta.
Giovanni Zannini: le indagini
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, Zannini sarebbe coinvolto in presunti episodi di favori e pressioni indebite ai danni di imprenditori locali, con episodi che includerebbero gite in yacht, regali e motorini per i figli, collegati a vantaggi ottenuti nell’ambito di incarichi pubblici. Contestualmente, la Procura ha chiesto anche misure cautelari per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio titolari della Spinosa Spa, azienda di Castel Volturno specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop.
Le indagini, coordinate dal procuratore Pierpaolo Bruni, fanno parte di un filone più ampio che coinvolge figure politiche e imprenditoriali della provincia di Caserta. Le contestazioni hanno già portato a perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di Zannini, mentre la richiesta di arresto rappresenta uno sviluppo significativo nel quadro giudiziario.
Nonostante le accuse, Zannini mantiene una presenza attiva sul territorio e ha dichiarato di voler continuare a operare nell’interesse dei cittadini, evidenziando la propria disponibilità a collaborare con la giustizia. Tuttavia, l’esito dell’interrogatorio e delle decisioni del GIP determinerà il futuro politico del consigliere.
Il caso Zannini mette in luce il delicato intreccio tra politica e imprenditoria nella provincia di Caserta, confermando la necessità di trasparenza e rigore nelle amministrazioni regionali. Sarà fondamentale seguire gli sviluppi nelle prossime settimane, considerando che la vicenda potrebbe avere ripercussioni sul panorama politico locale e regionale.

