De Luca all’attacco: «Stop alle porcherie clientelari in sanità»

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mn24.it

L’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca torna a intervenire con toni durissimi su alcune scelte amministrative che, a suo giudizio, rischiano di compromettere la continuità amministrativa e soprattutto il principio di legalità. Un intervento che, come sottolinea lo stesso De Luca, nasce “in uno spirito di collaborazione”, ma che mette in fila una serie di episodi definiti «estremamente preoccupanti».

Nel suo intervento, De Luca chiarisce innanzitutto la cornice politica e istituzionale. «Siamo nella fase di insediamento del nuovo governo regionale – spiega – e probabilmente alcuni elementi di informazione possono sfuggire». Proprio per questo, aggiunge, ritiene doveroso segnalare fatti che considera gravi, affinché non si creino precedenti pericolosi.

Al centro delle critiche c’è la vicenda del distacco di una dipendente regionale dall’azienda ospedaliera Federico II alla Direzione regionale della Salute, presso il Centro Direzionale. Una storia che De Luca definisce “minima” solo in apparenza, ma che a suo avviso racconta molto di un certo modo di operare. L’ex governatore ricorda che già ad aprile dello scorso anno la Regione aveva bloccato un’iniziativa promossa in maniera autonoma dalla stessa dipendente, organizzata senza alcun coordinamento con il governo regionale. «Quando si fa un’iniziativa che prevede le conclusioni del presidente della Regione – sottolinea – bisogna concordare date e contenuti. Mi pare il minimo».

Secondo De Luca, quella iniziativa riguardava anche il tema dei trapianti ed era stata impostata «in maniera del tutto personale», un comportamento definito apertamente «scorretto». Per questo motivo, racconta, la dirigente era stata convocata e rimandata al suo posto di lavoro al Policlinico. «Gli eventi pubblici che impegnano il simbolo della Regione vanno concordati correttamente con gli organi politici», ribadisce.

Il nodo, però, arriva a dicembre. De Luca parla di un atto che definisce «abusivo e illegittimo», adottato “di nascosto” e addirittura prima dell’insediamento della nuova Giunta regionale. Il 23 dicembre, a ridosso delle festività natalizie, sarebbe stato infatti perfezionato un nuovo distacco della dipendente, con decorrenza dal primo gennaio e per cinque giorni alla settimana, per tutto il 2026, motivato da generiche “finalità di cooperazione e mutuo interesse” tra la Direzione generale della Sanità e l’azienda Federico II. «Questa – afferma senza mezzi termini – a me pare una porcheria clientelare».

Non solo. L’ex presidente denuncia anche lavori avviati al Centro Direzionale per predisporre due stanze destinate alla dipendente, lavori che sarebbero stati effettuati senza informare i responsabili competenti. Quelle stesse stanze, ricorda De Luca, erano state in precedenza assegnate al Centro regionale trapianti, diretto dalla dottoressa Di Silverio, che non sarebbe stata avvisata di nulla. «Senza avvertire nessuno – racconta – viene chiamata un’impresa a fare lavori quasi di notte, compresa l’apertura di una porta di collegamento».

Nel suo intervento, De Luca fa anche riferimento alla presenza costante accanto alla dirigente di un ex magistrato in pensione, definito «amico collaboratore» e descritto come una sorta di figura di protezione. Un dettaglio che, nel racconto dell’ex governatore, contribuisce a rendere la vicenda ancora più opaca.

Pur usando parole durissime, De Luca ribadisce più volte la volontà di collaborare. Dice di aver segnalato il caso al nuovo vertice regionale affinché simili episodi non vadano avanti. «Mi aspetto – afferma – che non ci si allontani neanche di una virgola dalla linea di rigore spartano con cui abbiamo governato la sanità della Regione Campania». Un rigore che, ricorda, è stato necessario dopo anni di commissariamento. «Le porcherie clientelari – conclude – sono quelle che hanno portato la Campania a dieci anni di commissariamento. Voglio sperare che si ripristini un modo di lavoro rigoroso, corretto, e che chi è stato distaccato vada semplicemente a lavorare».