Tumori: calano i decessi ma il cancro resta la prima causa
Nel 2026 nell’Unione europea si registreranno circa 1.230.000 decessi per tumore. È quanto emerge dalle nuove stime pubblicate sugli Annals of Oncology, che indicano un calo dei tassi di mortalità sia tra gli uomini sia tra le donne, pur in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione. I dati confermano progressi importanti nella prevenzione e nelle cure, ma anche criticità ancora aperte, a partire dal fumo e dalle disuguaglianze tra Paesi.
Mortalità tumori UE 2026, i numeri chiave
Secondo lo studio, nel 2026 il tasso di mortalità standardizzato per età sarà pari a 114 decessi ogni 100.000 uomini, con una riduzione del 7,8% rispetto al periodo 2020-2022. Tra le donne il tasso scenderà a 74,7 per 100.000, con un calo del 5,9%.
In valori assoluti, però, l’invecchiamento della popolazione porterà a un lieve aumento del numero totale di morti per cancro: circa 684.600 uomini e 544.900 donne nell’Ue. Nel Regno Unito, invece, il numero complessivo dei decessi resterà sostanzialmente stabile.
Tumore del polmone, segnali positivi soprattutto tra le donne
Il tumore del polmone resta la principale causa di morte oncologica in entrambi i sessi. Tra gli uomini i tassi continuano a diminuire, pur rimanendo quasi doppi rispetto a quelli femminili. Tra le donne, per la prima volta, le previsioni indicano una stabilizzazione dei tassi intorno a 12,5 decessi per 100.000, con una riduzione del 5% rispetto al periodo 2020-2022.
Il miglioramento riguarda soprattutto le donne sotto i 64 anni, mentre nelle fasce di età più avanzate la mortalità è ancora in aumento. Le differenze tra Paesi riflettono le diverse abitudini di consumo di tabacco: dove si è iniziato a fumare prima, si è anche smesso prima, con effetti oggi visibili sui tassi di mortalità.
I tumori più critici e le eccezioni negative
Nonostante il quadro complessivamente favorevole, alcune sedi tumorali mostrano segnali preoccupanti. Nell’Ue è previsto un aumento dell’1% dei decessi femminili per tumore del pancreas, mentre nel Regno Unito cresce la mortalità femminile per tumore del colon-retto, con un incremento stimato del 3,7%.
Particolare attenzione viene richiamata anche sui giovani adulti britannici, dove il tumore del colon-retto è in aumento, un fenomeno che gli esperti collegano alla maggiore diffusione di sovrappeso, obesità e diabete.
Milioni di vite salvate dal 1988
Dal picco registrato nel 1988, i progressi nella prevenzione, nella diagnosi e nelle terapie hanno evitato circa 7,3 milioni di decessi per cancro nell’Unione europea e 1,5 milioni nel Regno Unito. Tra gli uomini, quasi 1,8 milioni di morti per tumore del polmone sono state evitate. Tra le donne, invece, il beneficio sul tumore del polmone è stato più limitato, a causa della diffusione più tardiva ma più persistente del fumo.
Prevenzione e screening restano decisivi
Lo studio ribadisce che il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione oncologica. Politiche più efficaci su tassazione, divieti pubblicitari, spazi senza fumo e supporto alla cessazione potrebbero ridurre ulteriormente la mortalità e le disuguaglianze tra Paesi.
Accanto al fumo, restano centrali il contrasto a sovrappeso e obesità, il miglioramento delle abitudini alimentari, la riduzione del consumo di alcol e il rafforzamento dei programmi di screening per cervice uterina, mammella e colon-retto. I tassi di mortalità per tumore stanno migliorando, ma la sfida per il 2026 e oltre è trasformare questi progressi in benefici equi e duraturi per tutta la popolazione europea.

