Penalizzazione Igea Virtus per il caso De Falco: il leading case che fa tremare i siciliani

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Il caso De Falco–Igea Virtus è diventato uno degli argomenti più discussi del campionato di Serie D Girone I, riportando al centro del dibattito un tema delicato e spesso poco conosciuto: l’utilizzo di un calciatore squalificato e le reali conseguenze sul piano sportivo e disciplinare.

Una vicenda che, al di là delle letture superficiali, va inquadrata correttamente alla luce del Codice di Giustizia Sportiva FIGC, della giurisprudenza più recente e della posizione assunta oggi dalla Procura Federale.


La vicenda: squalifica dalla scorsa stagione e prime cinque gare giocate

Il portiere Christian De Falco, oggi in forza all’Igea Virtus, arrivava all’inizio della stagione con una squalifica residua di tre giornate, inflitta al termine del precedente campionato quando militava nella Reggina.

All’avvio del torneo:

  • De Falco è stato schierato regolarmente nelle prime cinque giornate;
  • dalla sesta all’ottava giornata non è stato inserito in distinta, scontando in quel periodo la squalifica.

Dal punto di vista regolamentare, non ci sono dubbi: la squalifica segue il calciatore anche in caso di trasferimento. Di conseguenza, le prime cinque gare sono state disputate in posizione irregolare.


Le partite giocate valgono per scontare la squalifica? No

Uno dei primi chiarimenti necessari riguarda proprio questo aspetto.
Il Codice di Giustizia Sportiva è netto:

👉 le gare disputate da un calciatore che non ha titolo a partecipare non valgono ai fini dello sconto della squalifica.

Questo significa che:

  • le prime cinque partite non hanno estinto la sanzione;
  • la squalifica è iniziata a decorrere solo quando il calciatore non è stato schierato, cioè dalla sesta giornata.

Su questo punto non esistono interpretazioni alternative.


Il punto chiave: nessun reclamo, risultati cristallizzati

Il vero spartiacque della vicenda, però, è un altro: nessuna società avversaria ha presentato reclamo per la posizione del portiere nelle prime cinque giornate.

Nel calcio dilettantistico, la giustizia sportiva opera principalmente su iniziativa di parte:

  • le irregolarità sulla posizione dei calciatori devono essere contestate con reclamo entro sette giorni dalla gara;
  • in assenza di reclamo, il risultato del campo viene omologato.

Nel caso dell’Igea Virtus:

  • non sono stati presentati reclami;
  • le gare sono state regolarmente omologate;
  • non possono essere disposte oggi sconfitte a tavolino o revoche di punti.

La posizione della Procura Federale: il “leading case” del 2022

Negli ultimi anni, tuttavia, la Procura Federale ha rafforzato il proprio orientamento richiamando una decisione chiave della giustizia sportiva: la sentenza n. 67/2022-2023 delle Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello.

In quella pronuncia, definita un leading case, è stato affermato un principio importante:

la società che utilizza un calciatore non legittimato
può incorrere in una penalizzazione di un punto in classifica e in un’ammenda,
per ciascun incontro disputato.

Un principio che la Procura Federale richiama oggi nei procedimenti disciplinari.


I correttivi: niente automatismi nel calcio dilettantistico

La stessa Corte, però, ha introdotto correttivi decisivi, soprattutto per i campionati dilettantistici.

Le Sezioni Unite hanno chiarito che:

  • un’applicazione rigida delle penalizzazioni potrebbe produrre sanzioni sproporzionate;
  • per questo è previsto un criterio equitativo.

In particolare:

  • la sanzione può essere ridotta del 20–30%;
  • una riduzione fino al 50% è possibile quando la violazione deriva da situazioni pregresse, come squalifiche della stagione precedente.

Perché il caso De Falco non porta a penalizzazioni

Applicando questi principi al caso concreto, il quadro è chiaro:

  • le gare sono state omologate;
  • non risultano procedimenti disciplinari aperti;
  • non emergono profili di dolo o illecito sportivo;
  • la violazione è legata a una squalifica pregressa.

In assenza di un procedimento formale della Procura e di contestazioni tempestive, non esiste alcuna base giuridica per penalizzazioni retroattive.


Tutti gli scenari possibili secondo il Codice

Calciatore squalificato con reclamo

  • sconfitta a tavolino;
  • possibile ammenda.

Calciatore squalificato senza reclamo

  • gara omologata;
  • nessuna sanzione sul risultato;
  • squalifica da scontare successivamente.

Intervento della Procura Federale

  • possibile solo con procedimento formale;
  • sanzione non automatica e modulata.

Illecito sportivo

  • penalizzazioni gravi, retrocessioni o esclusioni.
    ❌ Ipotesi non configurabile nel caso De Falco.

Conclusione: caso chiuso, ma lezione chiara

Il caso De Falco–Igea Virtus dimostra come, nel calcio dilettantistico, le regole contino quanto il campo, ma anche come i tempi e le procedure siano decisivi.

Alla luce del Codice, della giurisprudenza e della posizione della Procura Federale, la vicenda è da considerarsi chiusa sul piano sportivo, ma resta un esempio emblematico per comprendere come funziona davvero la giustizia sportiva in Serie D.