Groenlandia: Trump insiste sull’annessione, l’Europa risponde con soldati

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La Groenlandia, l’isola artica autonoma della Danimarca, è tornata al centro di una crisi geopolitica internazionale che rischia di mettere in discussione l’unità della NATO. Il 13 gennaio 2026, dopo un vertice durato appena 50 minuti a Washington tra la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e quella danese-groenlandese, le posizioni sono apparse più lontane che mai. Donald Trump non arretra di un millimetro: per lui la Groenlandia deve finire sotto controllo statunitense, «per motivi di sicurezza nazionale» e per le immense risorse naturali (petrolio, terre rare, minerali strategici). Copenaghen e Nuuk rispondono con un secco no: «La Groenlandia non è in vendita».

Il vertice di Washington: 50 minuti di nulla

L’incontro all’Eisenhower Executive Office Building è stato definito «franco e costruttivo» nelle dichiarazioni ufficiali, ma fonti diplomatiche parlano di un confronto teso e senza spiragli di accordo. Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e la collega groenlandese Vivian Motzfeldt hanno ribadito che qualsiasi ipotesi di cessione o annessione è «inaccettabile» e «non negoziabile».

Trump, da parte sua, ha insistito su Truth Social:

«Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. La NATO diventerà più forte ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli USA. Se non lo facciamo noi, lo faranno Russia o Cina – e questo non può accadere!»

Il tycoon ha anche collegato l’annessione al progetto Golden Dome (il sistema anti-missile avanzato), definendola «psicologicamente importante» per gli Stati Uniti. Una dichiarazione che ha fatto scattare l’allarme in Europa.

L’Europa risponde: soldati tedeschi, francesi, norvegesi e svedesi in arrivo

La reazione europea è stata immediata e coordinata. La Danimarca ha annunciato un rafforzamento militare in Groenlandia, con maggiore presenza NATO nell’Artico. Ma non è sola:

  • Germania – Secondo Bild, una prima pattuglia di ricognizione potrebbe partire già nei prossimi giorni.
  • Francia – Parigi ha dichiarato di essere «pronta a partecipare alla missione» su richiesta danese.
  • Svezia – Il premier Ulf Kristersson ha annunciato su X l’invio di ufficiali per preparare l’esercitazione danese “Operation Arctic Endurance”.
  • Norvegia – Oslo ha confermato la disponibilità a contribuire con asset militari.

Copenaghen ha chiesto formalmente un maggiore impegno NATO nell’Artico, mentre Nuuk (governo autonomo groenlandese) ha ribadito: «Non vogliamo essere conquistati dagli Stati Uniti».

Perché Trump vuole la Groenlandia

Le motivazioni ufficiali del presidente americano sono due:

  1. Sicurezza nazionale – Trump teme che Russia o Cina possano acquisire influenza (o basi) sull’isola, strategicamente posizionata tra Nord America ed Europa.
  2. Risorse – La Groenlandia è ricchissima di terre rare, uranio, petrolio e altri minerali critici per l’industria tecnologica e militare. Stime di ex funzionari parlano di un valore potenziale fino a 700 miliardi di dollari.

La Casa Bianca ha chiuso l’Arctic and Global Resilience Policy Office creato da Biden, segno che l’approccio è cambiato radicalmente.

Le reazioni danesi e groenlandesi

Il ministro Rasmussen:

«Il controllo statunitense non è necessario. Siamo pronti a collaborare per la sicurezza dell’Artico, ma la Groenlandia resta danese».

La premier groenlandese Vivian Motzfeldt, in lingua groenlandese e poi in inglese:

«La Groenlandia non vuole essere conquistata dagli Stati Uniti».

Un precedente storico che pesa

Trump aveva già proposto l’acquisto della Groenlandia nel 2019, durante il suo primo mandato. All’epoca la Danimarca rispose con un secco «non è in vendita». Oggi la situazione è più tesa: la NATO è divisa, l’Artico si militarizza e le risorse diventano sempre più strategiche.

Cosa succede ora?

  • La Danimarca e la Groenlandia hanno istituito un gruppo di lavoro con Washington, ma il dialogo appare in salita.
  • L’Europa rafforza la presenza militare nell’Artico, con primi contingenti in arrivo già questa settimana.
  • Trump continua la campagna sui social, alternando minacce e appelli alla NATO.

La Groenlandia rischia di diventare il nuovo fronte di scontro tra Occidente e potenze revisioniste, ma anche tra Stati Uniti ed Europa alleata. Un dossier che potrebbe ridefinire gli equilibri della NATO nel 2026.

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