Antonio Arena, chi è il 16enne italo-australiano che incanta la Roma: storia, record e caratteristiche

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A soli 16 anni Antonio Arena ha già lasciato il segno nel calcio che conta. L’attaccante italo-australiano della Roma, nato a Sydney, è balzato agli onori delle cronache dopo il gol segnato contro il Torino negli ottavi di finale di Coppa Italia, una rete pesante che ha fissato il momentaneo 2-2 e acceso i riflettori su uno dei talenti più precoci del panorama italiano.

Inserito da Gian Piero Gasperini nella gara di Coppa, Arena ha dimostrato personalità, freddezza e una maturità sorprendente per un classe 2009. Un gol che non arriva per caso, ma al termine di una scalata iniziata dall’altra parte del mondo.


Da Sydney all’Italia: le origini e il legame con le radici calabresi

Antonio Arena nasce a Sydney, in Australia, ma porta con sé un forte legame con l’Italia. Il passaporto azzurro arriva grazie ai nonni paterni, originari di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, emigrati anni fa oltreoceano. È proprio lì che Antonio muove i primi passi nel calcio, iniziando nell’Ucchino Football prima di approdare ai Sydney Wanderers.

Il talento è evidente e nel 2022 viene notato dagli scout del Pescara. A quel punto la scelta di vita: lasciare l’Australia e trasferirsi in Europa per inseguire il sogno. Una decisione condivisa con la famiglia, come lui stesso ha raccontato: quando il calcio è diventato qualcosa di serio, l’Europa è sembrata la strada giusta.


I record di Antonio Arena: precocità da predestinato

Il nome di Antonio Arena entra ufficialmente nella storia l’8 marzo 2025, nella gara Pescara-Lucchese. Esordio tra i professionisti in Serie C e gol immediato: a 16 anni e 25 giorni diventa il primo classe 2009 a segnare nei pro, superando il precedente record di precocità del club abruzzese che apparteneva a Marco Verratti.

Un dato che rende ancora più impressionante l’impresa: quando Amedeo Amadei firmò il gol più giovane di sempre nella storia del calcio italiano, era più piccolo di appena 103 giorni. Un confronto che dice molto sul peso del risultato.

A questi primati si aggiunge un altro traguardo: Arena è il primo classe 2009 convocato in Serie A. La Roma lo preleva dal Pescara nell’estate successiva, battendo una concorrenza ampia, italiana ed estera, con interessamenti anche dalla Premier League.


La fiducia degli allenatori: Baldini e Gasperini

Le investiture non mancano. Silvio Baldini, oggi commissario tecnico della Nazionale Under 21, non ha avuto dubbi: “Sentirete parlare di lui, farà strada”. Parole pronunciate senza mezzi termini dopo averlo visto dal vivo.

Anche Gasperini, oggi alla guida della Roma, lo segue con attenzione sin dall’inizio della stagione. Già prima di Roma-Pisa aveva spiegato la scelta di portarlo in panchina: Arena lo aveva incuriosito in allenamento, meritava di essere osservato da vicino. Il gol in Coppa Italia contro il Torino è la risposta più concreta.


Nazionale e Mondiale U17: protagonista in azzurro

A novembre Antonio Arena ha partecipato al Mondiale Under 17 in Qatar con la Nazionale italiana, firmando due gol e un assist che hanno contribuito allo splendido terzo posto degli azzurrini. Un’altra tappa fondamentale di un percorso che procede a ritmo accelerato.


Che giocatore è Antonio Arena

Arena è un attaccante moderno. Può agire sia da numero 9 che da esterno offensivo, unendo forza fisica, attacco alla profondità e capacità di legare il gioco. Non ha paura, cerca il gol e si assume responsabilità. Da bambino studiava Ronaldo il Fenomeno, oggi si ispira a Cristiano Ronaldo per dedizione, cura del corpo e mentalità.

È un “secchione del calcio”: gli allenamenti non bastano mai, nei giorni liberi va in palestra per migliorare la fisicità, già nettamente superiore a quella dei suoi coetanei. E se in campo è avanti, lo è anche fuori: parla perfettamente italiano, lingua che non conosceva fino al 2023, e non trascura la scuola.


I sogni di un ragazzo di 16 anni

Dopo il primo gol tra i professionisti aveva detto quasi incredulo: “Non ci credo ancora”. Oggi i sogni sono chiari: Serie A, Champions League e un Mondiale. Traguardi ambiziosi, certo, ma quando il talento incontra lavoro, sacrificio e personalità, il confine tra sogno e realtà diventa sempre più sottile.

Antonio Arena è appena all’inizio. Ma il suo nome, ormai, è già entrato nel radar del grande calcio.