La Preside vince la sua prima sfida davanti al pubblico televisivo. La nuova fiction Rai andata in onda il 12 gennaio 2026 ha dominato la prima serata, chiudendo con il 27% di share e quasi cinque milioni di telespettatori. Un risultato netto, che ha imposto la serie come evento televisivo e ha riportato il racconto della scuola e delle periferie al centro del dibattito pubblico.
Con 4 milioni e 814 mila spettatori, La Preside è stata la proposta più seguita del prime time, confermando la forza di una storia che intreccia educazione, riscatto e conflitto sociale. Al centro del racconto c’è Luisa Ranieri, intensa e misurata, nei panni di Eugenia Liguori, dirigente scolastica determinata e fuori dagli schemi, personaggio liberamente ispirato alla figura reale di Eugenia Carfora, preside simbolo di Caivano.
La Preside e il successo degli ascolti al debutto
Il dato Auditel racconta più di una semplice vittoria numerica. La preside ha intercettato un pubblico trasversale, andando oltre il tradizionale bacino delle fiction Rai. La risposta immediata degli spettatori ha premiato una narrazione asciutta, priva di retorica, che sceglie di mostrare senza addolcire. La scuola non come rifugio, ma come campo di battaglia quotidiano.
La forza del racconto sta nella sua credibilità emotiva. La preside non è un’eroina perfetta, ma una donna che resiste, sbaglia, insiste. Ed è proprio questa imperfezione a rendere la storia riconoscibile, quasi necessaria, in un contesto televisivo spesso anestetizzato da trame rassicuranti.
Tra realtà e finzione televisiva
Il personaggio interpretato da Luisa Ranieri si ispira a Eugenia Carfora, dirigente dell’Istituto Superiore Francesco Morano di Caivano, da anni impegnata in prima linea contro dispersione scolastica e condizionamenti criminali. Nella serie il nome diventa Eugenia Liguori, una scelta che segna subito una distanza: non un biopic, ma una rilettura narrativa.
La preside raccontata in tv non è una copia fedele della realtà, ma una figura simbolica. Una donna che incarna un’idea di scuola come ultimo presidio civile, come luogo di resistenza quotidiana in territori dove lo Stato arriva a fatica e spesso in ritardo.
La Preside come segnale per la Rai
Il risultato di ascolti manda un messaggio chiaro anche all’interno del servizio pubblico. Storie radicate nel presente, complesse e scomode, possono funzionare. Anzi, possono vincere la prima serata. La preside dimostra che il racconto della scuola, se affrontato senza paternalismi, può diventare televisione popolare nel senso più alto del termine. Una narrazione che non abbassa il livello, ma chiede attenzione. E la ottiene.
Il debutto è solo l’inizio. Ma una cosa è già evidente: La Preside non è passata inosservata. E difficilmente lo farà nelle prossime settimane.

