Garlasco, Andrea Sempio: “Chi ha ucciso Chiara? Stasi”
Andrea Sempio torna al centro della scena nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, a quasi vent’anni dal delitto di Garlasco. Indagato in concorso, per la terza volta, l’uomo parla apertamente di quello che definisce il periodo più difficile della sua vita, anticipando quello che si aspetta ora dalla magistratura: una richiesta di rinvio a giudizio che porti almeno a un’udienza preliminare. È lì, spiega, che spera di chiudere definitivamente questa vicenda con un proscioglimento.
Secondo Sempio, non ci sarebbero elementi concreti per sostenere un processo vero e proprio. Eppure il peso dell’indagine, riaperta nel 2025, ha avuto un impatto devastante. Lui stesso lo definisce “l’anno del baratro”, segnato da una nuova notifica che ha cambiato tutto. Racconta di aver vissuto quel momento come una frattura netta, un prima e un dopo, con la sensazione di dover comunicare ai genitori qualcosa di irreversibile.
Il clima attorno al delitto di Garlasco
Intorno al caso, sostiene, si è creato un clima tossico. Parla apertamente di tifoserie, di una parte dell’opinione pubblica che lo considera già colpevole e che aspetterebbe solo una condanna da festeggiare. Si sente sotto assedio non solo nelle aule giudiziarie, ma anche nella piazza mediatica e sui social, dove l’odio – dice – resta immutabile anche davanti a elementi che lo scagionerebbero.
Andrea Sempio non nega la durezza dello sguardo che sente addosso. Si definisce un “colpevole desiderato”, una figura su cui proiettare dubbi, rabbia e bisogno di risposte. Eppure ribadisce con forza il suo obiettivo: arrivare a una conclusione giudiziaria che lo liberi definitivamente.
Andrea Sempio: chi ha ucciso Chiara Poggi
Alla domanda più delicata, Sempio risponde senza esitazioni. Ad oggi, dice, ritiene che il colpevole sia Alberto Stasi, come stabilito dalle sentenze definitive. Una posizione che ribadisce senza ambiguità, sottolineando di non aver mai avuto un rapporto reale con Chiara Poggi.
Smentisce con decisione qualsiasi ipotesi di infatuazione. Racconta che il suo legame era con Marco Poggi, il fratello della vittima, suo grande amico. Chiara la vedeva raramente, scambiando al massimo un saluto. Anche le telefonate, spesso citate come sospette, erano dirette a Marco; se rispondeva Chiara, si trattava di pochi secondi, giusto il tempo di chiedere quando il fratello sarebbe rientrato.
Garlasco: il computer, il video e il DNA
Sempio affronta anche uno dei punti più discussi dell’inchiesta: il video ritrovato sul computer di casa Poggi. Spiega che si trattava di un filmato goliardico che girava tra amici e che il pc era usato da tutta la famiglia. Nulla, a suo dire, che possa avere un significato investigativo. Sul fronte scientifico, parla apertamente della perizia sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi. La definisce paradossale, perché – racconta – entrambe le parti hanno esultato a seconda delle letture. La sua posizione è netta: il campione era troppo degradato per fornire certezze affidabili. I risultati, cambiati più volte, renderebbero quel dato non utilizzabile sul piano legale.
Andrea Sempio: lo scontrino, il malore e i sospetti
Un altro elemento simbolo del caso è lo scontrino del parcheggio. Sempio spiega di averlo conservato perché rappresentava la prova dei suoi spostamenti. Era convinto che, dopo un delitto così grave, chiunque sarebbe stato ascoltato e avrebbe dovuto dimostrare dove si trovava. Anche il malore avuto all’epoca viene ridimensionato. Racconta di avere la febbre alta e di essere fisicamente debilitato. I sanitari, ricorda, parlarono di un calo di pressione, non di una reazione emotiva legata agli interrogatori.
Garlasco: la scrittura, i diari e le frasi fraintese
Andrea Sempio ammette una passione per la scrittura, oggi messa da parte per paura di nuove strumentalizzazioni. I quaderni erano uno sfogo personale. Anche la frase “fatto cose inimmaginabili”, trovata tra i suoi appunti, viene spiegata come un riferimento a una giornata caotica, non a una confessione. Se in quei diari appare duro con se stesso, dice, è solo il linguaggio di chi attraversa momenti di forte pressione emotiva.
Andrea Sempio: il padre, l’avvocato e la rottura
Nel nuovo filone d’indagine finiscono anche i rapporti familiari e professionali. Sempio difende il padre, parlando di spese legali tracciabili e di cifre destinate esclusivamente alla difesa. Racconta il dolore di vederlo inseguito dai giornalisti. La separazione dallo storico avvocato Massimo Lovati viene definita sofferta. Spiega di provare ancora stima e affetto, ma di non condividere più una linea difensiva troppo aggressiva e mediatica, che sentiva lontana dal suo modo di affrontare il caso.
Andrea Sempio sogni ridimensionati: il futuro dopo Garlasco
Guardando avanti, Andrea Sempio parla di sogni ridimensionati. Da giovane immaginava una vita da giramondo. Oggi desidererebbe una famiglia, magari un nipotino da regalare ai genitori. Ma ammette che forse è stato un bene non aver costruito nulla negli ultimi anni: non avrebbe voluto trascinare moglie o figli in quello che definisce un incubo senza fine.
Il delitto di Garlasco, intanto, continua a riscriversi tra nuove indagini, sospetti e testimonianze. E Andrea Sempio resta sospeso, in attesa di un’udienza preliminare che, nelle sue parole, rappresenta l’unica possibilità di uscire definitivamente da una storia che lo accompagna da quasi vent’anni.

