Sant’Antonio Abate: arrestato 37enne per revenge porn

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mn24.it

Duemila euro da versare su una carta Postepay per evitare la diffusione di immagini intime. È questa la richiesta che ha fatto scattare l’arresto di un uomo di 37 anni, residente a Fisciano, finito ai domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Torre Annunziata. Le accuse sono pesanti: atti persecutori, revenge porn e tentata estorsione.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, al termine di indagini rapide ma estremamente dettagliate, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso. Tutto è partito dalla denuncia della vittima, una donna di 40 anni, che ha rifiutato di piegarsi al ricatto nonostante le minacce e l’effettiva diffusione del materiale privato.

La relazione tra i due nasce nel settembre 2025 ed è extraconiugale. Dura poco più di un mese. Fin dall’inizio, però, emergono tensioni. L’uomo comincia quasi subito a chiederle denaro, sostenendo di dover risolvere problemi personali o pagare la stanza d’albergo per i loro incontri. Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, la donna decide di interrompere il rapporto. Da quel momento, la situazione precipita.

Le minacce diventano quotidiane. Il 37enne la avverte che diffonderà foto e video a sfondo sessuale se non riceverà i soldi. Non si limita alle parole. Inizia a perseguitarla, presentandosi nei pressi del luogo di lavoro a Salerno e inviandole selfie che dimostrano di trovarsi vicino alla sua abitazione, in provincia di Napoli. In uno dei messaggi più inquietanti le scrive di aver già contattato chi si occupa di funerali, lasciando intendere una minaccia di morte.

Parallelamente, crea un falso profilo Facebook. Usa come immagine di copertina una foto scattata al mare durante un rapporto sessuale e invia richieste di amicizia a parenti e amici della donna. Le manda screenshot del profilo, accompagnati da messaggi allusivi che richiamano episodi intimi della loro relazione. Non solo. Attraverso Messenger invia un video hot, che lei gli aveva mandato durante il periodo della relazione, direttamente al suo fidanzato.

Le indagini hanno chiarito un elemento ancora più grave. Non tutte le immagini in possesso dell’uomo erano state inviate volontariamente dalla vittima. Alcune foto e video sarebbero stati realizzati di nascosto, senza il consenso della donna, durante momenti di intimità. Materiale che lei, in un incontro chiarificatore, gli aveva chiesto espressamente di cancellare.

I carabinieri hanno raccolto riscontri anche attraverso le testimonianze di persone vicine alla vittima. È emerso un quadro di pressione costante, tale da provocare nella donna un perdurante stato di ansia e paura, fino a costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita. Il padre ha raccontato agli investigatori che la figlia, terrorizzata, era arrivata persino a rifiutarsi di andare a lavorare.

Di fronte a questo scenario, il giudice ha disposto per il 37enne la misura degli arresti domiciliari, che sta scontando nella sua abitazione di Fisciano. Un caso che riaccende i riflettori sulla violenza digitale e sul revenge porn, fenomeni sempre più diffusi e capaci di distruggere la vita delle vittime anche senza alcun contatto fisico.