Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, ora il Pd riflette sul futuro: Vicinanza e Cuccurullo sotto esame

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giuseppe annunziata pd

La primavera elettorale del 2026 si avvicina e per il Partito Democratico della provincia di Napoli si apre una fase di riflessione profonda sui territori chiamati al voto. Tra i casi più delicati spiccano Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, due città centrali nello scacchiere politico dell’area metropolitana, segnate da dinamiche complesse e da un forte bisogno di stabilità amministrativa.

A ribadirlo è Giuseppe Annunziata, segretario provinciale e metropolitano del Pd, che rilancia il tema del cosiddetto campo largo, ma con un presupposto chiaro: «Nelle città non bastano le alleanze, servono programmi credibili e coerenti, costruiti sui valori e su proposte di governo concrete».

Castellammare di Stabia, una città centrale e delicata

Castellammare di Stabia rappresenta uno dei nodi politici più sensibili del territorio. Una città strategica, per popolazione e peso economico, ma allo stesso tempo segnata da una fase amministrativa sotto pressione e da un clima politico frammentato. Clima che il sindaco Luigi Vicinanza sta gestendo con fatica.

Secondo Annunziata, non esistono soluzioni precostituite: «Ogni realtà ha una sua specificità e va affrontata senza slogan. Castellammare è una città centrale e delicata, dove serve una proposta progressista seria, capace di tenere insieme competenza, legalità e visione di sviluppo».

Il risultato delle ultime elezioni regionali viene letto come un segnale incoraggiante, ma non come un lasciapassare automatico per le comunali: «Il consenso regionale dimostra che un progetto inclusivo può essere vincente, ma ora serve coerenza e rispetto del mandato ricevuto, trasformando le indicazioni politiche in un vero progetto di governo per la città».

Torre Annunziata, sviluppo e legalità al centro

Analogo il discorso per Torre Annunziata, altra realtà chiave per il Pd e per l’intero territorio vesuviano. Qui, sottolinea Annunziata, la sfida è ancora più complessa. Da una settimana la Commissione d’accesso è entrata a Palazzo Criscuolo mettendo in pericolo la poltrona di Corrado Cuccurullo: «Torre Annunziata e Castellammare condividono una centralità strategica e una storia amministrativa segnata da forti tensioni. Sono città che richiedono attenzione, rigore e una visione di lungo periodo».

Il Pd, spiega il segretario provinciale, intende lavorare affinché la costruzione delle coalizioni non sia frutto di accordi tattici, ma di un confronto vero sui contenuti: «Il campo largo non è un’etichetta da applicare ovunque. È una responsabilità collettiva che si fonda su valori condivisi, programmi chiari e disponibilità reale a governare insieme per i cittadini».

Stop alle civiche senza progetto, priorità ai contenuti

Uno dei nodi centrali riguarda il proliferare delle liste civiche, spesso sganciate da una visione politica comune. Annunziata invita a una riflessione netta: «Dietro molte civiche ci sono personalismi e strategie che non sempre guardano al bene collettivo. È necessario porre un freno a questa frammentazione e riportare al centro i partiti e i programmi».

In quest’ottica, anche il dialogo con le altre forze progressiste resta aperto, ma condizionato: «Il Pd è disponibile al confronto quando ci sono valori condivisi e progetti di governo chiari. Non servono alleanze di facciata, ma scelte responsabili».

La sfida dell’astensione

Sul fondo resta la preoccupazione per l’astensionismo, fenomeno che colpisce in modo particolare proprio le grandi città: «L’astensione indebolisce la democrazia. Per contrastarla serve una politica presente nei territori, capace di ascoltare e rappresentare davvero i cittadini. Più le persone si sentono coinvolte, più cresce la partecipazione».

Castellammare di Stabia e Torre Annunziata diventano così il banco di prova di una strategia che punta a ricostruire fiducia, credibilità e partecipazione, partendo da programmi solidi e da una proposta politica all’altezza delle sfide che attendono il territorio.