Crans-Montana, arrestato Jacques Moretti: svolta nell’inchiesta sulla strage di Capodanno

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Arriva una prima, concreta svolta giudiziaria nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. La procuratrice di Sion Beatrice Pilloud ha disposto una misura cautelare restrittiva nei confronti di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation, teatro del devastante incendio della notte di Capodanno costato la vita a 47 persone.

Al termine dell’interrogatorio di oggi, Jacques Moretti ha lasciato il palazzo di giustizia di Sion a bordo di un veicolo della polizia cantonale, segnale evidente dell’adozione di un provvedimento restrittivo. La moglie Jessica Moretti è invece uscita dagli uffici della Procura accompagnata dai propri avvocati.

L’interrogatorio durato oltre sei ore

I coniugi Moretti sono rimasti negli uffici giudiziari dalle 8 del mattino fino a oltre le 14, interrogati singolarmente dalla procuratrice Pilloud per circa sei ore e mezza. Un interrogatorio avvenuto anche durante il minuto di silenzio osservato in tutta la Svizzera, in concomitanza con la cerimonia di commemorazione delle vittime a Martigny, scandita dal suono delle campane di tutte le chiese.

Assistiti dagli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, i due imprenditori francesi — già sentiti in precedenza come testimoni — sono ora formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

Agli interrogatori hanno potuto assistere anche i legali di alcune famiglie delle vittime, Sebastien Fanti e Romain Jordan. Quest’ultimo è stato il primo a lasciare il palazzo di giustizia, senza rilasciare dichiarazioni sull’esito dell’audizione.

Le parole di Jessica Moretti: «Una tragedia inimmaginabile»

All’uscita dalla Procura, visibilmente provata, Jessica Moretti ha rilasciato una breve dichiarazione:

«I miei pensieri vanno costantemente alle vittime e a chi sta lottando tra la vita e la morte. È una tragedia inimmaginabile e non avrei mai potuto immaginare che potesse accadere in un nostro locale. Voglio scusarmi».

Parole pronunciate in lacrime, mentre l’inchiesta entra nella sua fase più delicata.

Le indagini italiane: autopsie e riesumazioni

Parallelamente all’inchiesta svizzera, prosegue anche il filone giudiziario italiano. La Procura di Bologna, delegata da quella di Roma, ha disposto la riesumazione della salma di Giovanni Tamburi, una delle giovanissime vittime dell’incendio, i cui funerali erano stati celebrati nei giorni scorsi. Il fascicolo è attualmente contro ignoti.

L’obiettivo è chiarire le cause del decesso, stabilendo se il giovane sia morto per le ustioni, per inalazione di fumi tossici — ipotesi al momento prevalente — o per altre cause. In Svizzera, infatti, non risulta eseguito alcun esame medico-legale sulle vittime.

Il pm titolare del fascicolo è Roberto Ceroni, mentre la Procura guidata da Paolo Guido ha inviato avvisi ai familiari della vittima. Secondo quanto emerge, la famiglia al momento non intende nominare un avvocato né avviare iniziative legali.

Autopsie anche a Milano, Genova e Bologna

Saranno effettuate la prossima settimana le autopsie sui corpi dei due sedicenni milanesi Chiara Costanzo e Achille Barosi. La Procura di Milano, delegata da quella di Roma che ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, fisserà a breve le date degli accertamenti.

Della delega si occupano il procuratore Marcello Viola e il pm Carlo Scalas, che ha già disposto il blocco delle salme per consentire le autopsie.

Deleghe analoghe sono state conferite anche alle Procure di Bologna e Genova per altre vittime italiane. Il quinto ragazzo morto nel rogo era romano, mentre la sesta vittima risiedeva a Lugano.

Autopsia imminente per Emanuele Galeppini

Sarà eseguita a stretto giro anche l’autopsia su Emanuele Galeppini, il sedicenne campione di golf morto nella strage. La Procura di Genova, delegata da quella di Roma, fisserà nelle prossime ore la data degli accertamenti.

La pm Silvia Saracino sta già prendendo contatti con Medicina legale. Anche in questo caso l’obiettivo è chiarire se la morte sia stata causata dalle ustioni o dall’inalazione dei fumi.

In un primo momento si era valutata l’iscrizione dei coniugi Moretti per consentire la nomina di consulenti di parte, ma i magistrati romani hanno deciso che gli avvisi verranno notificati solo ai familiari.

Un’inchiesta a più livelli

Con la misura cautelare nei confronti di Jacques Moretti, l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana entra in una nuova fase. Resta ora da capire l’entità del provvedimento, la sua durata e se verranno adottate ulteriori misure restrittive.

Nel frattempo, tra Svizzera e Italia, si moltiplicano gli accertamenti tecnici e giudiziari per fare piena luce su una tragedia che ha scosso l’Europa e che continua a chiedere verità e giustizia.

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