Fico eav, il paradosso della “svolta” sui trasporti: promessa di cambio passo mentre resta al vertice chi ha guidato lo sfascio
Il nodo dei trasporti in Campania è diventato in pochi giorni uno dei capitoli più tesi dell’inizio mandato di Roberto Fico, nuovo presidente della Regione. Al centro dell’attenzione c’è l’Eav, la società partecipata che gestisce la Circumvesuviana, la Cumana e le altre ferrovie regionali: un colosso pubblico di mobilità costantemente al centro di critiche per disservizi, ritardi, treni vecchi e pessima qualità del servizio. La parola chiave è sempre la stessa, e ricorre in ogni discussione pubblica: fico eav.
La promessa di un “cambio di passo” è stata pronunciata ad alta voce, ma negli stessi giorni si profila un possibile pessimo regalo a chi ha già amministrato la società per oltre un decennio. Una scelta che potrebbe trasformarsi in un corto circuito politico e in un boomerang mediatico per la nuova giunta campana.
Fico eav: il “cambio di passo” che tutti richiedono
La Circumvesuviana continua a essere indicata come la linea ferroviaria peggiore d’Italia, con il rapporto annuale di Legambiente che la boccia senza esitazioni: treni fatiscenti, orari incerti, vetture sovraffollate e stazioni spesso impresenziate.
Per mesi pendolari, comitati civici e associazioni hanno lanciato appelli a chiunque si insediasse alla guida della Regione: c’è bisogno di un cambio di passo, non di altri annunci. E ora quel cambio di passo è stato oggetto delle prime dichiarazioni pubbliche di Roberto Fico, che ha ribadito la necessità di un intervento immediato sulla Circumvesuviana e sul trasporto pubblico locale.
Fico ha detto in modo netto che “non c’è dubbio che serva un cambio di passo” e che devono arrivare più treni, più efficienza e un servizio adeguato ai bisogni quotidiani di studenti, lavoratori e famiglie.
Eppure, mentre parla di novità e di svolta, il quadro reale appare meno radicale di quanto vorrebbe far credere.
La crisi dell’Eav sotto i riflettori
Negli ultimi giorni, l’assessore ai Trasporti Mario Casillo, delegato da Fico, ha convocato il presidente di Eav, Umberto De Gregorio, insieme ai vertici della società per mettere sul tavolo criticità e soluzioni.
L’incontro è stato definito lungo e proficuo, con l’obiettivo dichiarato di restituire “qualità e dignità al trasporto pubblico locale”.
Ma la questione più spinosa resta proprio questa: Umberto De Gregorio è lo stesso dirigente che ha guidato Eav per oltre dieci anni, sotto la cui responsabilità la Circumvesuviana è rimasta costantemente nella parte bassa delle classifiche di efficienza.
In agosto un rapporto Pendolaria ha confermato che la linea vesuviana ha perso milioni di passeggeri negli ultimi dieci anni, con treni senza climatizzazione, orari provvisori e disservizi ormai considerati “normali”.
Eppure, mentre i pendolari invocano un cambio totale, le prime mosse della giunta guidata da Fico non sembrano prevedere l’allontanamento immediato di De Gregorio dal vertice dell’Eav.
Fico eav: confermare chi ha guidato lo sfascio?
È qui che il discorso diventa sospetto, e in molti ambienti politici e dell’opinione pubblica si parla di paradosso. In Campania, si dice, Fico chiede un cambio di passo sulla Circumvesuviana ma pensa di lasciare al timone proprio chi ha contribuito a quella situazione critica. Una mossa che mette in discussione la credibilità delle affermazioni iniziali del presidente della Regione.
Il tema è all’ordine del giorno nei corridoi politici: si parla di un possibile riassetto di governance, con modifiche più “soft” che non prevedono l’esonero immediato di De Gregorio, ma piuttosto una riorganizzazione delle responsabilità e un nuovo ruolo magari più tecnico.
Questo dilemma – tenere o togliere di mezzo chi ha guidato Eav – è destinato a diventare il banco di prova del mandato di Fico eav, perché non basta dire che serve una svolta: bisogna anche dimostrare di agire di conseguenza.
Il punto di vista dei pendolari e la narrativa pubblica
La fretta di parlare di svolta si scontra con le proteste di chi ogni giorno prende la Circumvesuviana e si ritrova a fronteggiare ritardi, soppressioni di corse e stazioni impropriamente dotate di personale. Secondo i comitati dei pendolari, gli investimenti annunciati non hanno prodotto miglioramenti tangibili, e i cittadini si sentono traditi da anni di promesse non mantenute.
Questo senso di frustrazione sociale alimenta la narrativa intorno alla parola chiave fico eav: i pendolari vogliono fatti, non annunci.
Anche se non si tratta di critiche dirette del presidente campano, il tema continua a circolare nei social e tra gli utenti, con commenti sprezzanti verso una linea ferroviaria che “non va mai come dovrebbe”.
Fico eav: quali scelte per il futuro?
La giunta regionale, guidata da Fico, ha davanti un bivio: rafforzare chi ha gestito fino a oggi Eav e sperare in un cambio di rotta interno, oppure promuovere una rottura decisa, con nomine nuove e una governance che possa davvero imprimere una sterzata.
Questa scelta non riguarda solo la mobilità, ma tutta la percezione del nuovo corso politico in Campania: usare parole forti contro i disservizi e poi confermare i protagonisti di tali disservizi sarebbe un messaggio debole, se non contraddittorio.
Se Fico vuole essere ricordato come il governatore che ha cambiato davvero le cose, non basterà ripetere che serve un cambio di passo sui trasporti: dovrà dimostrarlo con scelte gestionali nette e non con convocazioni interlocutorie.
Oltre le parole: la posta in gioco
Il rischio è chiaro: la questione fico eav potrebbe diventare un simbolo di incoerenza politica, se la promessa di svolta non si traduce in atti concreti. I pendolari non chiedono solo più treni, ma trasparenza, efficienza e responsabilità. E mentre l’opinione pubblica segue ogni passo di questa trattativa, resta una domanda “sporca”: può davvero cambiare qualcosa senza cambiare chi è stato alla guida finora?
La risposta a questa domanda potrebbe decidere non solo il futuro della Circumvesuviana, ma anche il destino politico di Fico stesso. In una campagna di comunicazione dove ogni parola viene pesata, la scelta su Eav sarà il vero banco di prova del nuovo governo regionale.

