La Nigeria non si allena: niente soldi ai calciatori in Coppa d’Africa

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nigeria osimhen lookman

La Nigeria sta vivendo ore di grande tensione alla Africa Cup of Nations 2025 in corso in Marocco. Le Super Eagles, dopo un percorso impeccabile con quattro vittorie su quattro (Tanzania 2-1, Tunisia 3-2, Uganda 3-1 e Mozambico 4-0 negli ottavi), rischiano di vedere compromesso il loro sogno di titolo a causa di una disputa interna sui bonus non pagati.

La Minaccia di Boicottaggio: Dettagli sul Caso Bonus

Secondo quanto rivelato dal giornalista BBC Oluwashina Okeleji, i giocatori e lo staff tecnico della Nigeria hanno minacciato di non allenarsi e di non partire per Marrakech (dove si giocherà il quarto di finale sabato 10 gennaio contro l’Algeria) fino a quando non verranno saldati i premi vittoria concordati prima del torneo con la Nigeria Football Federation (NFF).

I bonus in questione riguardano le quattro partite vinte finora:

  • Vittorie nel girone contro Tanzania, Tunisia e Uganda
  • Successo negli ottavi contro il Mozambico

Le fonti interne alla squadra confermano che, nonostante l’impegno dimostrato in campo, i giocatori hanno deciso di non proseguire le preparazioni senza il pagamento degli arretrati. Si tratta di una situazione ricorrente nella storia recente della nazionale nigeriana, che ha già visto proteste simili (ad esempio prima del playoff Mondiale contro il Gabon nel novembre 2025).

La NFF ha risposto spiegando che la Central Bank of Nigeria (CBN) sta elaborando i pagamenti in valuta estera verso i conti individuali dei giocatori, con ritardi dovuti a procedure burocratiche di cambio valuta.

Risoluzione in Vista?

Nelle ultime ore, il Ministro delle Finanze nigeriano Doris Uzoka-Anite ha annunciato che la questione è stata risolta o è in fase di chiusura definitiva. I bonus del girone sono stati rilasciati e i fondi stanno raggiungendo i conti dei giocatori. Fonti vicine alla squadra indicano che le Super Eagles hanno ripreso gli allenamenti e sono pronte a viaggiare verso Marrakech, scongiurando così il boicottaggio.

Tuttavia, la tensione rimane alta: qualsiasi ritardo finale potrebbe ancora influenzare la preparazione per la sfida contro un’Algeria in forma smagliante.

Il caso Osimhen-Lookman: la grana interna che agita il gruppo

Come se non bastasse la disputa economica, c’è anche il dramma Osimhen-Lookman. Durante la vittoria 4-0 contro il Mozambico, l’attaccante del Galatasaray Victor Osimhen (ex Napoli) ha avuto un acceso confronto con Ademola Lookman (Atalanta), accusandolo di non passargli la palla in posizioni favorevoli.

Osimhen ha chiesto la sostituzione, ha lasciato il campo da solo e, secondo alcune fonti, ha minacciato di abbandonare il ritiro. Il gesto ha scatenato polemiche, con alcuni membri della NFF che hanno proposto sanzioni per “atteggiamento disruptivo”.

Fortunatamente, la federazione ha confermato che la lite è stata risolta internamente: i due giocatori si sono chiariti, con Lookman che ha definito l’episodio “una cosa che capita nel calore del momento”. Il gruppo ha promesso unità per puntare al titolo, che manca dal 2013.

Perché questa crisi è così grave per la Nigeria?

Le Super Eagles sono tra le favorite per la vittoria finale: miglior attacco del torneo (12 gol in 4 partite), forma eccellente e stelle come Osimhen, Lookman, Ndidi e Iwobi. Ma la storia insegna che le proteste per i bonus hanno spesso condizionato le prestazioni (ricordate le edizioni passate?).

Il quarto di finale contro l’Algeria (sabato 10 gennaio a Marrakech) è cruciale: chi vince va in semifinale. Una squadra divisa o demotivata rischia di buttare via un’opportunità storica.

Le prospettive

La Nigeria ha dimostrato in campo di essere una corazzata, ma fuori dal rettangolo verde servono stabilità e professionalità. Con la risoluzione dei bonus e la pace tra Osimhen e Lookman, le Super Eagles possono tornare a concentrarsi sul calcio puro.

Resta da vedere se la pace durerà fino alla finale del 18 gennaio. Nel frattempo, occhi puntati su Marrakech: Nigeria-Algeria si preannuncia una battaglia epica.