Supermercati chiusi la domenica: cosa cambia?

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Supermercati chiusi la domenica: cosa cambia?

Supermercati: dopo un 2025 difficile per la grande distribuzione, si riapre il dibattito sulle aperture festive

Il mondo della grande distribuzione organizzata si trova davanti a un bivio storico che potrebbe modificare in modo significativo le abitudini di consumo degli italiani. Dopo un 2025 estremamente complesso, segnato da margini di profitto ridotti al minimo e da un calo generalizzato dei volumi di vendita, il settore è chiamato a ripensare il proprio modello.

In questo contesto si inserisce la proposta lanciata da Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, dalle pagine del Sole 24 Ore: chiudere i supermercati la domenica e superare definitivamente il modello delle aperture sette giorni su sette introdotto nel 2011 con il decreto Salva Italia.

Supermercati chiusi e settimana corta

L’ipotesi è quella di tornare a una settimana lavorativa di sei giorni, con le saracinesche abbassate nel giorno festivo, segnando una possibile svolta per l’intero comparto della Gdo.

Alla base della riflessione di Coop ci sono dati economici e sociali molto concreti. La chiusura domenicale consentirebbe innanzitutto una significativa riduzione del costo del lavoro, eliminando le maggiorazioni salariali che nei festivi incidono per oltre il 30% sulle retribuzioni.

Secondo le stime dell’Ufficio studi Coop, il recupero di efficienza per l’intero sistema della grande distribuzione italiana potrebbe variare tra 2,3 e 2,6 miliardi di euro. Risorse che, nelle intenzioni, non verrebbero accumulate dalle aziende, ma reinvestite in promozioni, contribuendo a contrastare l’inflazione e a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.

La proposta ha anche una forte valenza sociale. I 57mila dipendenti del gruppo Coop chiedono da tempo una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro, e la domenica libera rappresenterebbe un ritorno a un equilibrio che negli ultimi anni si è progressivamente perso.

Supermercati chiusi e nuove abitudini

Anche le abitudini di acquisto dei consumatori sembrano rendere questa scelta praticabile. Già oggi un italiano su tre non fa la spesa la domenica, e le rilevazioni indicano che gran parte degli acquisti verrebbe semplicemente redistribuita negli altri giorni della settimana, senza un reale impatto negativo sui volumi complessivi.

Questo scenario si inserisce in un 2026 che si preannuncia “freddo” per i consumi, con famiglie sempre più orientate verso spese di stretta necessità. Il nuovo Rapporto Coop evidenzia come le principali preoccupazioni dei cittadini riguardino il peso delle bollette e delle utenze, un fattore che spinge verso una spesa alimentare più attenta, selettiva e razionale.

La proposta di Coop appare quindi come un tentativo di stabilizzare un sistema in sofferenza, individuando un “punto di caduta” condiviso con Federdistribuzione e le altre grandi sigle del commercio.

Se il confronto dovesse andare a buon fine, il 2026 potrebbe segnare la fine dell’era della spesa domenicale, restituendo la domenica come giorno di riposo a migliaia di lavoratori del settore alimentare e ridefinendo il rapporto tra consumo, lavoro e tempo libero.