Castellammare, sarà lui… sarà lei… o uso inappropriato del Menti?

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A Castellammare di Stabia la domanda non è più solo sportiva. Non riguarda il risultato della prossima partita o il mercato di gennaio. No: qui il vero interrogativo è diventato “sarà lui, sarà lei… o uso inappropriato?”.

Dopo giorni di polemiche e ricostruzioni giornalistiche, arriva finalmente la presa di posizione ufficiale del Comune. E arriva – dettaglio non secondario – a distanza di tempo, quando ormai il caso è rimbalzato sui social, sulle testate locali e, soprattutto, dopo quanto accaduto nella vicina Torre Annunziata.

La nota del Comune: “Mai autorizzate feste private”

In una nota ufficiale, il sindaco Luigi Vicinanza precisa che il Comune non ha mai autorizzato l’utilizzo dello Stadio Romeo Menti per feste o eventi di natura privata.

Parole nette, che non lasciano spazio a interpretazioni:
eventuali iniziative di questo tipo, qualora si siano svolte, sono da considerarsi “in totale difformità rispetto alle regole e alle disposizioni imposte dall’Amministrazione Comunale”.

Il riferimento è chiaro e rimanda a quanto emerso nelle scorse settimane: un gender reveal organizzato sul terreno di gioco dello stadio nel febbraio 2025, evento finito su TikTok e attribuito a un esponente della tifoseria organizzata.

La precisazione (non banale) sulle responsabilità

C’è però un passaggio chiave nella dichiarazione del sindaco che merita attenzione – e qualche sopracciglio alzato. Vicinanza chiarisce infatti che “ogni eventuale responsabilità ricade esclusivamente sui soggetti incaricati della gestione quotidiana dell’impianto sportivo”.

Tradotto: se qualcosa è successo, non è successo in Comune, ma altrove. Una puntualizzazione che apre inevitabilmente un altro fronte:
chi controlla davvero cosa accade dentro uno stadio comunale?
E soprattutto: com’è possibile che un evento del genere passi inosservato?

Torre Annunziata come “sveglia istituzionale”

Qui entra in scena la vicina Torre Annunziata, dove il sindaco Corrado Cuccurullo ha scelto una linea decisamente più muscolare.

Dopo che una coppia di sposi aveva utilizzato lo Stadio Giraud come set fotografico senza autorizzazione nel giorno del matrimonio, Cuccurullo ha presentato denuncia. Senza tentennamenti, senza distinguo, senza “meandri burocratici”.

Ed è difficile non notare la coincidenza temporale: solo dopo quel caso, a Castellammare arriva una presa di posizione ufficiale, chiara e tardiva, su un episodio avvenuto quasi un anno prima.

Uso inappropriato sì, ma scoperto con calma

Il punto, allora, non è solo se lo stadio sia stato usato in modo improprio. Quello, oggi, sembra ormai acclarato dalle stesse parole del Comune.
Il punto è quando ce ne si accorge.

Perché un evento con luci, musica, palloncini, petardi e fuochi d’artificio, sotto una curva, su un terreno di gioco pubblico, difficilmente può essere definito “discreto”. Eppure, per mesi, tutto è rimasto sospeso in una sorta di limbo amministrativo.

Il regolamento e le possibili azioni

Il sindaco Vicinanza annuncia ora che l’Amministrazione Comunale, “a tutela della legalità, della trasparenza e del corretto utilizzo dei beni pubblici”, si riserva di intraprendere tutte le azioni necessarie per accertare eventuali responsabilità.

Nel mirino finiscono la S.S. Juve Stabia e le eventuali società incaricate della gestione dello stadio, con l’obiettivo di garantire il pieno rispetto delle convenzioni e delle normative vigenti.

Un passaggio che segna un cambio di passo, almeno nelle intenzioni.

Castellammare e il finale (ancora aperto)

Resta però una sensazione diffusa: che a Castellammare la sveglia sia suonata tardi, e solo dopo che altrove qualcuno aveva già deciso di alzarsi dal letto e agire.

E così, mentre a Torre Annunziata si denuncia, a Castellammare si chiarisce.
Meglio tardi che mai, dirà qualcuno.
Ma intanto la domanda resta lì, sospesa tra ironia e realtà amministrativa:

sarà lui… sarà lei… o sarà semplicemente uso inappropriato?