Signorini Corona, Alfonso Signorini interrogato per tre ore in Procura

0
115
alfonso signorini corona

Il caso Signorini Corona entra nel cuore dell’inchiesta giudiziaria.
Alfonso Signorini è stato ascoltato per circa tre ore dai magistrati della Procura di Milano, presentandosi di sua iniziativa davanti ai pubblici ministeri per rispondere alle accuse di violenza sessuale ed estorsione contenute nella denuncia dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip, Antonio Medugno.

Assistito dai suoi legali Daniela Missaglia e Domenico Aiello, il giornalista e conduttore ha respinto integralmente le accuse, fornendo agli inquirenti una ricostruzione dei fatti radicalmente diversa da quella esposta nella querela. Versione che Corona ha categoricamente smentito dopo i comunicati dicendo che l’indagine “Non è un atto dovuto”.


Le dichiarazioni spontanee e la scelta di presentarsi

Signorini non è stato convocato: ha scelto di presentarsi spontaneamente.
Un dettaglio tutt’altro che marginale, che segna la linea difensiva adottata sin dall’inizio: affrontare l’inchiesta a viso aperto, senza sottrarsi al confronto con i magistrati.

Nel corso dell’audizione, il conduttore ha reso dichiarazioni spontanee e ha risposto alle domande dei pm, soffermandosi anche sul tema delle chat private, uno degli elementi più discussi e mediaticamente esplosivi della vicenda.

Secondo quanto filtra, Signorini avrebbe rivendicato correttezza e professionalità, respingendo l’idea di un presunto “sistema” di favori che hanno portato all’apertura di un’indagine per violenza sessuale ed estorsione.


Il contesto: le accuse nate dal “Sistema Signorini”

L’inchiesta giudiziaria affonda le radici nello scandalo mediatico esploso dopo le rivelazioni di Fabrizio Corona, che nel suo format web Falsissimo ha parlato di un presunto “Sistema Signorini”: una rete di messaggi, avances e favori sessuali – secondo la ricostruzione di Corona – rivolti a concorrenti o aspiranti tali del Grande Fratello.

Accuse che hanno trovato una prima formalizzazione giudiziaria con la denuncia presentata da Medugno, depositata lo scorso 24 dicembre, e che hanno fatto scattare l’indagine come atto dovuto.


L’indagine della Procura di Milano

L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, con i pm Alessandro Gobbis e Letizia Mannella, responsabile del pool che si occupa dei reati sessuali.

Il 30 dicembre è emersa pubblicamente la notizia dell’apertura del fascicolo a carico di Signorini. Parallelamente, il 23 dicembre, era stato già ascoltato – sempre su sua richiesta – lo stesso Corona, iscritto nel registro degli indagati per revenge porn, dopo la denuncia presentata da Signorini.

Proprio il fascicolo sul revenge porn ha consentito agli inquirenti di procedere al sequestro di foto, video e chat, materiale che avrebbe poi spinto Medugno a farsi avanti.


Medugno e il prossimo passaggio chiave

Anche Antonio Medugno sarà ascoltato dai pm nelle prossime settimane, come previsto dalla procedura del codice rosso per chi denuncia violenze.

In precedenti dichiarazioni pubbliche, l’ex gieffino ha parlato di:

  • ingenuità
  • manipolazione
  • pressioni subite
  • fiducia riposta nel suo ex manager

Ribadendo più volte di non essere mai andato a letto con Signorini.


Gli altri nomi e l’ipotesi di un allargamento

Sullo sfondo resta anche la posizione di Gianluca Costantino, altro ex concorrente del GF Vip, che nei giorni scorsi aveva annunciato di star valutando la possibilità di presentare una denuncia, assistito dall’avvocato Leonardo D’Erasmo.

Un elemento che lascia aperta una domanda cruciale:
l’inchiesta resterà circoscritta o potrebbe allargarsi ad altri episodi e altre testimonianze?


Una fase decisiva del caso Signorini Corona

Dopo l’audizione di Signorini e in attesa di quella di Medugno, la Procura dovrà:

  • confrontare le versioni
  • valutare il materiale sequestrato
  • svolgere accertamenti tecnici
  • decidere se archiviare o approfondire

Il caso Signorini Corona si muove ora su un terreno molto più solido e delicato: quello delle aule giudiziarie, dove il rumore mediatico lascia spazio ai fatti.

Il racconto pubblico è ancora frammentato.
Ma le prossime settimane saranno decisive per capire se questa vicenda resterà un terremoto mediatico o diventerà un processo destinato a cambiare gli equilibri del sistema televisivo italiano.