Bonus 2026, cosa cambia davvero per le famiglie italiane?

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Bonus 2026, cosa cambia davvero per le famiglie italiane?

Bonus 2026: aiuti confermati, aumenti e nuove regole

La Manovra 2026 entra nel vivo e porta con sé una serie di interventi che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie italiane. I bonus 2026 non vengono smantellati, anzi: molti restano attivi, alcuni vengono rafforzati e altri rimodulati per intercettare redditi medi, genitori lavoratori e nuclei con figli. Dietro le cifre della legge di Bilancio c’è una strategia chiara: sostenere chi lavora, chi cresce figli e chi prova a tenere insieme occupazione e vita privata in un contesto economico ancora instabile.

Bonus 2026 e famiglie, la nuova linea della Manovra

Il filo conduttore dei bonus 2026 è la continuità. Il governo sceglie di non cancellare gli strumenti già esistenti ma di correggerli, ampliarne la platea e renderli più flessibili. Non si tratta di misure una tantum, ma di interventi che puntano a diventare strutturali, soprattutto su lavoro, genitorialità e welfare locale.

Bonus 2026 e congedo parentale fino ai 14 anni

Una delle novità più rilevanti riguarda il congedo parentale. Con la Manovra 2026 viene confermato e potenziato il meccanismo gestito dall’INPS. Ogni genitore potrà contare su tre mesi di congedo retribuiti all’80% dello stipendio, utilizzabili nei primi sei mesi di vita del figlio o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

La parte che cambia davvero è il limite temporale. Il congedo parentale potrà essere utilizzato fino ai 14 anni del figlio, e non più solo fino ai 12. Una scelta che intercetta una realtà spesso ignorata: le esigenze familiari non finiscono con la prima infanzia. Dopo i tre mesi all’80%, restano attivi i mesi retribuiti al 30%, secondo le regole già in vigore.

Bonus 2026 e Carta Dedicata a te rifinanziata

Tra i bonus 2026 confermati c’è anche la Carta Dedicata a te, uno degli strumenti più utilizzati dalle famiglie con redditi più bassi. La Manovra prevede un rifinanziamento da 500 milioni di euro per il 2026 e altri 500 milioni per il 2027.

La gestione resta affidata ai Comuni e la carta continuerà a essere utilizzabile per l’acquisto di beni alimentari e di prima necessità. Secondo le prime indicazioni, importi e requisiti dovrebbero rimanere invariati, evitando così nuovi criteri di accesso che avrebbero rischiato di escludere molte famiglie già fragili.

Bonus 2026 e mamme lavoratrici, importo più alto

Il capitolo dedicato alle madri lavoratrici è uno dei più rafforzati. Il bonus mamme lavoratrici nel 2026 aumenta l’importo mensile da 40 a 60 euro. La misura riguarda le donne con almeno due figli e un ISEE fino a 40.000 euro, includendo lavoratrici dipendenti, autonome e libere professioniste.

Il bonus viene riconosciuto fino ai 10 anni del figlio più piccolo per chi ha due figli e fino ai 18 anni per chi ne ha tre o più. È un intervento che punta a riconoscere non solo la genitorialità, ma anche la continuità lavorativa delle madri, spesso penalizzate proprio negli anni centrali della crescita dei figli.

Bonus 2026 e premi di produttività quasi esentasse

Tra i bonus 2026 più orientati al lavoro spicca la riduzione drastica della tassazione sui premi di produttività. L’aliquota scende dal 5% all’1%, mentre il tetto massimo annuo sale da 3.000 a 5.000 euro.

Parliamo di premi legati a produttività, qualità, efficienza e redditività aziendale. La scelta va nella direzione di rendere più conveniente per le aziende premiare i risultati e per i lavoratori accettare forme di retribuzione variabile senza essere penalizzati dal fisco.

Una Manovra che prova a reggere il peso sociale

Nel complesso, i bonus 2026 disegnano una Manovra che cerca di tenere insieme equilibrio dei conti e pressione sociale. Non ci sono misure clamorose, ma una serie di interventi mirati che, sommati, possono fare la differenza nei bilanci familiari.

Il messaggio è chiaro: meno bonus spot, più strumenti continuativi. Resta ora da capire come queste misure verranno applicate nei tempi promessi e se le risorse stanziate saranno sufficienti a coprire una platea che, anno dopo anno, continua ad allargarsi.