Influenza e polmoniti: ospedali sotto pressione

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Influenza e polmoniti: ospedali sotto pressione

Influenza e polmoniti, ospedali di Napoli sotto pressione: boom di ricoveri a inizio 2026

L’inverno 2026 si apre a Napoli con un’impennata di accessi ospedalieri legata a influenza e polmoniti, in un quadro sanitario che preoccupa per diffusione e gravità dei casi. I grandi presìdi cittadini, dall’Ospedale del Mare al Cardarelli, registrano numeri in crescita e reparti sempre più impegnati, mentre si teme un’ulteriore accelerazione dei contagi con la riapertura delle scuole dopo le festività.

Influenza e polmoniti, i numeri dell’Ospedale del Mare

Rispetto a dicembre 2024, gli accessi per patologie respiratorie con febbre e dispnea sono rimasti sostanzialmente stabili, ma è cresciuto in modo evidente il numero di casi legati all’influenza di tipo A e alle polmoniti gravi. A tracciarne il bilancio è Giuseppe Vitiello, direttore sanitario dell’Ospedale del Mare, struttura di riferimento insieme al Cardarelli per Napoli e gran parte della provincia.

Tra il 29 dicembre e il 1° gennaio, nell’ospedale di via Argine sono stati diagnosticati e ricoverati 25 pazienti con forme severe che hanno richiesto supporto respiratorio. A questi si aggiungono numerosi casi di influenza con dispnea e un aumento sensibile delle polmoniti, descritte come particolarmente contagiose in questa stagione.

Riapertura delle scuole e rischio contagio

L’attenzione è ora rivolta alle prossime settimane. La chiusura delle scuole nella seconda metà di dicembre ha probabilmente contenuto la diffusione dei virus, ma la riapertura dopo l’Epifania potrebbe cambiare rapidamente lo scenario. Il ritorno in classe, con il contatto ravvicinato e prolungato tra studenti e docenti, rappresenta un fattore di rischio che potrebbe riflettersi direttamente sugli ospedali.

Per questo motivo, all’Ospedale del Mare si sta lavorando per rinforzare l’organizzazione interna e ottimizzare i percorsi di cura. Il dato più significativo resta però l’aumento complessivo degli accessi: dall’inizio di dicembre si registrano circa 300 accessi in più in 30 giorni, considerando tutte le patologie.

Il ruolo dei medici di base e l’appello ai cittadini

L’aumento della pressione sugli ospedali rende centrale il ruolo della medicina territoriale. Vitiello sottolinea come sia fondamentale rivolgersi prima al medico di base per una valutazione clinica e una diagnosi corretta. Molti pazienti, anche vaccinati contro l’influenza, possono ammalarsi ma non necessitano di ricovero e possono essere curati a casa in sicurezza.

L’ospedale, ricorda il direttore sanitario, è un ambiente complesso, con rischi legati alla presenza di virus e batteri, soprattutto per chi arriva già in condizioni di debolezza. Evitare accessi impropri significa proteggere i pazienti più fragili e garantire la tenuta del sistema di emergenza, già messo alla prova da un incremento costante delle richieste.

Influenza e polmoniti, Cardarelli: ricoveri in aumento del 25%

Un quadro analogo emerge dall’ospedale Cardarelli, dove si registra un aumento del 25% dei pazienti ricoverati per influenza grave negli ultimi giorni. L’inizio del 2026 segna una netta inversione di tendenza rispetto alla fine del 2025, periodo in cui l’affluenza era stata relativamente bassa.

Attualmente la media settimanale è di circa 210 accessi al giorno. Le polmoniti virali rappresentano circa il 30% dei ricoverati, molti dei quali necessitano di ossigenoterapia ad alti flussi. Un dato che colpisce è la presenza, tra i pazienti più gravi, anche di persone vaccinate contro l’influenza.

Polmoniti sempre più frequenti

Secondo Antonio Russo, direttore della Pneumologia del Cardarelli, le polmoniti negli ultimi anni sono diventate più frequenti, spesso a causa della sovrapposizione tra infezioni virali e batteriche. Non tutte le forme, però, richiedono il ricovero ospedaliero.

In presenza di febbre persistente e tosse insistente, il primo passo resta il contatto con il medico di medicina generale, che può valutare la situazione clinica ed eventualmente richiedere una radiografia del torace. L’ospedalizzazione è indicata soprattutto nei casi di insufficienza respiratoria, nei pazienti non autosufficienti o con complicanze rilevanti.

Evitare il pronto soccorso senza reale necessità

Entrare in ospedale senza una reale indicazione può rivelarsi controproducente. Gli ambienti ospedalieri ospitano germi che possono rappresentare un rischio per chi è vulnerabile. Rivolgersi direttamente a strutture di alta complessità, inoltre, rischia di sottrarre risorse e spazi a patologie che richiedono cure specialistiche urgenti.

Da qui l’invito a rafforzare i controlli sul territorio e a utilizzare in modo appropriato la rete sanitaria, evitando il sovraffollamento dei pronto soccorso.

Vaccini e protezione delle fasce fragili

Resta centrale il tema della prevenzione. Per gli under 65 è raccomandata la vaccinazione anti-pneumococcica, utile a ridurre il rischio di polmoniti. Il vaccino antinfluenzale, pur non garantendo un’immunizzazione totale, attenua la gravità dei sintomi e riduce le complicanze.

Un’attenzione particolare va riservata anche ai contatti familiari. I bambini, spesso esposti al contagio a scuola, possono diventare veicolo di trasmissione rapida all’interno delle famiglie. Per chi presenta condizioni di fragilità o patologie pregresse, è consigliabile limitare le frequentazioni nei periodi di maggiore circolazione virale.

Sistema sanitario sotto osservazione

Il direttore generale del Cardarelli, Antonio d’Amore, ricorda che ogni anno, in questo periodo, si assiste in tutta Italia a un aumento delle richieste di assistenza legate all’influenza. Andare in ospedale solo quando necessario è una scelta di responsabilità collettiva, utile a proteggere le persone più fragili e a mantenere efficiente il sistema dell’emergenza.

L’inverno è appena iniziato e i dati di Napoli raccontano una stagione che si annuncia lunga e impegnativa, con ospedali chiamati a reggere l’urto di virus sempre più diffusi e di una domanda sanitaria in costante crescita.