Stipendi scuola tutte le novità
Con la firma definitiva del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, siglata il 23 dicembre 2025, per il personale scolastico si apre una fase nuova. Dal 2026 scattano aumenti mensili che vanno da 120 a oltre 200 euro lordi, con la possibilità concreta che i primi adeguamenti arrivino già nel cedolino di gennaio. Una notizia attesa da mesi, che ora entra nella fase operativa e ridisegna gli stipendi di docenti e personale in base ad anzianità, ordine di scuola e titolo di studio.
Come funzionano gli aumenti del CCNL scuola 2026
Il nuovo contratto conferma il sistema delle sei fasce di anzianità, da 0-8 anni fino a oltre 35 anni di servizio. Non si tratta però di un aumento uniforme. Le cifre variano sensibilmente e creano differenze nette tra infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, oltre alla distinzione tra docenti laureati e insegnanti tecnico pratici.
Il dato certo è che l’aumento mensile sarà strutturale e a regime, non un bonus una tantum. Questo significa che le nuove cifre entreranno stabilmente nella busta paga, incidendo anche su tredicesima e futuri trattamenti pensionistici.
Stipendi scuola 2026, gli aumenti per i docenti a inizio carriera
Per i docenti nella fascia 0-8 anni di anzianità, l’incremento mensile lordo fissato dal CCNL è di 120,42 euro per la scuola dell’infanzia e primaria. La stessa cifra è prevista per gli ITP della secondaria di secondo grado.
Un primo scarto emerge per chi insegna nella scuola media e per i docenti laureati delle superiori. In questi casi l’aumento sale a 129,50 euro al mese. Una differenza contenuta, ma che segna da subito una gerarchia retributiva legata al grado di istruzione e al livello scolastico.
Aumenti a metà carriera, la forbice inizia ad allargarsi
Con il passare degli anni, il nuovo contratto rende più evidenti le distanze tra i diversi profili. Nella fascia 15-20 anni di servizio, un docente di infanzia o primaria vedrà un aumento mensile di 144,59 euro, sostanzialmente allineato a quello degli ITP, che arriva a 144,65 euro.
Più consistente l’incremento per la secondaria di primo grado, dove l’aumento raggiunge 157,22 euro. Ancora più alto quello riconosciuto ai docenti laureati della secondaria di secondo grado, che toccano quota 161,62 euro. È in questa fase della carriera che il CCNL inizia a premiare in modo più marcato il titolo di studio e la collocazione nell’ordinamento scolastico.
Stipendi scuola, il massimo a fine carriera
Il punto più alto degli aumenti previsti dal CCNL scuola 2026 si raggiunge oltre i 35 anni di servizio. Qui la differenza tra le categorie diventa netta. I docenti laureati della secondaria di secondo grado ottengono l’incremento mensile più elevato, pari a 201,31 euro lordi.
Seguono i docenti della scuola media, con un aumento di 192,61 euro, e gli ITP, che arrivano a 180,37 euro. Chiudono infanzia e primaria, con un incremento massimo di 175,38 euro mensili. Una forbice ampia, che fotografa con chiarezza le scelte del contratto sul riconoscimento economico dell’anzianità e del percorso professionale.
Quando arrivano gli aumenti in busta paga
Dal punto di vista tecnico, nulla esclude che gli aumenti possano essere accreditati già nel cedolino di gennaio 2026. Molto dipenderà dai tempi di adeguamento dei sistemi di pagamento, ma il quadro normativo è ormai definito. Il personale scolastico sa con precisione cosa aspettarsi e quanto cambierà il proprio stipendio nei prossimi mesi.
Il CCNL 2022-2024 non risolve tutte le criticità storiche della scuola italiana, ma segna un passaggio concreto. Per molti docenti, soprattutto a fine carriera, l’aumento supera per la prima volta la soglia simbolica dei 200 euro mensili. Un segnale che pesa non solo sul reddito, ma anche sul riconoscimento di una professione che da anni chiedeva risposte strutturali e non più rinvii.

