Due ospedali, due episodi diversi, lo stesso filo rosso. Ancora una volta il personale sanitario finisce nel mirino, vittima di furti e violenze che trasformano i luoghi di cura in scenari di tensione. È successo nel giro di poche ore tra Napoli e Pozzuoli, in strutture simbolo della sanità pubblica campana.
Al Vecchio Policlinico furto nello studio di una dottoressa
Il primo episodio si è verificato al Vecchio Policlinico, AOU Luigi Vanvitelli di piazza Miraglia, nel cuore del quartiere San Giuseppe a Napoli. Qui i carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno arrestato un uomo di 49 anni con l’accusa di furto aggravato.
Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe introdotto nella struttura probabilmente fingendo di dover essere visitato. Una volta all’interno, ha approfittato di un momento di assenza per entrare nello studio di una dottoressa e rubare il telefono cellulare dalla borsa e un computer portatile. Un’azione rapida, ma non abbastanza da passare inosservata.
Alcuni pazienti si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno bloccato il 49enne poco dopo, evitando che riuscisse a far perdere le proprie tracce. All’arrivo dei carabinieri, l’uomo è stato perquisito e trovato in possesso di un coltello e di una tronchese da elettricista, elementi che hanno aggravato ulteriormente la sua posizione.
Pozzuoli, infermiere aggredito da un paziente ricoverato
Quasi in contemporanea, un altro intervento dei carabinieri ha riguardato l’ospedale di Pozzuoli. I militari della stazione di Licola sono stati chiamati per un’aggressione ai danni di un operatore sanitario.
La vittima è un infermiere, aggredito per futili motivi da un paziente di 28 anni, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane, pregiudicato e sottoposto agli arresti domiciliari, si trovava ricoverato nella struttura quando ha dato in escandescenze, arrivando a colpire il sanitario.
Dopo gli accertamenti, il 28enne è stato denunciato. Un episodio che riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza negli ospedali, soprattutto quando al loro interno vengono ricoverate persone con precedenti penali o sottoposte a misure restrittive.
Ospedali sempre più esposti a rischi e violenze
I due casi, avvenuti a distanza di poche ore, raccontano una realtà che il personale sanitario conosce bene. Medici e infermieri lavorano spesso in contesti complessi, esposti non solo allo stress dell’emergenza ma anche a comportamenti violenti o criminali.
Dal furto negli ambulatori all’aggressione fisica, la sensazione è che gli ospedali siano sempre più vulnerabili. Strutture aperte, affollate, difficili da controllare in modo capillare, dove basta poco perché la situazione degeneri.
Due episodi che, pur diversi, pongono la stessa domanda: quanto sono davvero protetti coloro che ogni giorno garantiscono cure e assistenza? E quanto ancora dovranno pagare, in termini di sicurezza personale, il prezzo di un sistema sotto pressione.

