Pagani, la Notte (non) Bianca e il ritorno di Gambino tra i ricordi

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di Marco Visconti

Pagani ieri sera ha scelto di stringersi attorno alla musica. Gianluca Capozzi arriva, la piazza si riempie, il popolo risponde presente. Grande fremito, applausi, cori e immancabili smartphone alzati. Non solo tra il pubblico: anche gran parte dell’ amministrazione di maggioranza si compatta, pronta allo scatto ricordo.

Amministrazione di maggioranza.

D’altronde, i momenti belli vanno immortalati. È la Notte Bianca a Pagani. O almeno così recita il programma.Perché poi, come spesso accade, tutto dipende da dove ti trovi.Se Piazza Sant’Alfonso sorride, Corso Ettore Padovano resta al buio, eccetto per quel tempo in cui è passata la Befana con l’associazione Tosell Cas Campitiell. Notte nera, più che bianca.

Via De Vivo e via Marconi.

Qualche passo più in là, tra via De Vivo e via Marconi, il colore torna a schiarirsi. Bianco sì, ma giusto quello delle calze della Befana.

Il resto può aspettare.La città a macchia di leopardo è ormai un format collaudato: eventi, luci, musica e foto da un lato; silenzio e oscurità dall’altro. Una festa che non riesce mai ad abbracciare tutti.E poi arriva lui, a distanza: Alberico Gambino, europarlamentare ed ex sindaco, che sceglie Facebook per un messaggio dal tono apparentemente nostalgico. Ricorda Pino Daniele, portato a Pagani proprio mentre ricorre l’anniversario della sua scomparsa. Un post sobrio, quasi sottovoce. È solo memoria? O una risposta indiretta?Un braccio di ferro velato tra passato e presente, tra l’amministrazione De Prisco e l’era Gambino?