Signorini Corona, Fabrizio rilancia: “Indagine non è atto dovuto”

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Fabrizio Corona sparisce dai social: l’oscuramento improvviso

Il caso Signorini Corona entra in una fase ancora più dura, segnata da atti formali, risposte pubbliche e un’inchiesta giudiziaria in corso. Non è più solo un confronto mediatico, ma un conflitto che coinvolge avvocati, piattaforme digitali, magistratura e ordini professionali.

Al centro della nuova escalation, la richiesta dei legali di Alfonso Signorini ai colossi del web di bloccare e oscurare le ricostruzioni ritenute diffamatorie diffuse da Fabrizio Corona. Signorini è stato interrogato per tre ore dai pm di Milano, presentandosi spontaneamente.


La richiesta ai giganti del web: “Ricostruzioni diffamatorie e dati illeciti”

“I colossi del Web blocchino le ricostruzioni diffamatorie fatte da Corona su Alfonso Signorini. Infangano la sua reputazione”.
È questo il cuore della richiesta avanzata nelle scorse ore dagli avvocati del conduttore.

Secondo la difesa, la diffusione di chat, messaggi privati e immagini personali di Signorini sarebbe avvenuta utilizzando materiali di “provenienza illecita”, contribuendo a ledere in modo grave:

  • l’onorabilità
  • la reputazione
  • la sfera privata più intima del giornalista

Da qui la richiesta formale a YouTube e alle piattaforme social di bloccare ed oscurare i contenuti riconducibili alle ricostruzioni di Corona, divenute virali con un vero e proprio “effetto valanga”.


La replica immediata di Corona: “Non è un atto dovuto”

La risposta di Fabrizio Corona non si è fatta attendere ed è arrivata, come spesso accade, tramite Instagram Stories.
Il tono è frontale e durissimo.

Secondo Corona:

Alfonso Signorini è indagato perché i magistrati hanno in mano documenti importanti e non perché è un atto dovuto”.

Poi l’attacco diretto ai legali del conduttore:

“Gli avvocati, non capaci, di Signorini continuano a non capire che il problema non sono le puntate di Falsissimo che non bloccheranno mai”.

Corona rivendica la natura informativa del suo format web, contrapponendolo esplicitamente ai media tradizionali, e rilancia:

“Il problema sono i molteplici reati che ha commesso il loro assistito da quando è diventato direttore di Chi e conduttore del Grande Fratello”.


“Prove e documenti”: l’annuncio per gennaio

Nel suo intervento social, Corona annuncia nuovi sviluppi:

“Reati con prove e documenti che vi racconteremo nell’episodio 21 parte tre, in uscita a gennaio. Trattative non ne facciamo”.

Un messaggio che suona come una sfida aperta e che promette nuove rivelazioni destinate ad alimentare ulteriormente il caso Signorini Corona.


L’inchiesta della Procura di Milano

Sul piano giudiziario, intanto, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo d’indagine a carico di Alfonso Signorini dopo la querela presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Antonio Medugno.

Signorini risulta indagato per violenza sessuale ed estorsione.
Dalla Procura spiegano che si tratta di un atto dovuto, necessario per consentire ai pm di verificare i fatti denunciati.

La querela, depositata il 24 dicembre, è ora all’attenzione della pm Letizia Mannella.


La posizione di Medugno: “Serve chiarezza”

Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Giuseppe Pipicella, che assiste Medugno insieme alla collega Cristina Morrone.

All’Adnkronos ha dichiarato:

“Vero è che è un atto dovuto, ma questo non riduce l’importanza di questo atto e la necessità di fare chiarezza su una vicenda potenzialmente destabilizzante per buona parte del sistema mediatico italiano”.

Parole che confermano come l’inchiesta venga considerata un passaggio cruciale, non formale.


La strategia difensiva di Signorini

Signorini è assistito dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello.
Proprio Aiello, in un’intervista al Corriere della Sera, ha utilizzato toni molto duri, definendo “balorda” la ricostruzione finora emersa.

Secondo il legale:

“Siamo in grado di dimostrare che la ricostruzione fornita dal querelante è tanto balorda quanto l’autore della denuncia”.

La linea difensiva è chiara: mettere in discussione l’attendibilità delle dichiarazioni di Medugno, sostenendo che l’obiettivo dell’ex gieffino sarebbe la visibilità.


L’intervento dell’Ordine degli Avvocati di Milano

A complicare ulteriormente il quadro è arrivata anche una nota dell’Ordine degli Avvocati di Milano, che ha richiamato i professionisti al rigoroso rispetto dei doveri deontologici, soprattutto nei rapporti con i media quando sono in corso procedimenti giudiziari.

Un segnale che evidenzia come lo scontro verbale e mediatico stia superando soglie considerate sensibili anche sul piano istituzionale.


Una vicenda destinata a durare

Il caso Signorini Corona è ormai un conflitto a più livelli:

  • giudiziario
  • mediatico
  • digitale
  • deontologico

Da una parte, la richiesta di silenzio e tutela della privacy.
Dall’altra, la rivendicazione del diritto di pubblicare e raccontare.

Nel mezzo, la magistratura chiamata a fare chiarezza su accuse pesantissime.
Il finale è ancora lontano, ma una cosa è certa: questa storia ha già superato i confini del gossip ed è diventata uno dei casi più delicati del panorama mediatico italiano.