Rita De Crescenzo ci riprova: “Tutti a Roccaraso”

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Rita De Crescenzo ci riprova: "Tutti a Roccaraso"

Rita De Crescenzo ci riprova: “Tutti a Roccaraso”

Roccaraso torna al centro della scena, e non per una nevicata record o per una gara di Coppa del mondo. A riaccendere i riflettori è ancora una volta TikTok, con un messaggio semplice e potentissimo: voglio tutta Napoli con me a Roccaraso. A pronunciarlo è Rita De Crescenzo, influencer napoletana da centinaia di migliaia di follower, che a distanza di un anno rilancia l’invito che nel 2025 aveva trasformato la località abruzzese in un caso nazionale. Stavolta, però, lo scenario è diverso. Le istituzioni si sono mosse in anticipo, la macchina organizzativa è già partita e la parola chiave è una sola: controllo.

Roccaraso e il ritorno dell’onda social di Rita De Crescenzo

La memoria corre subito a dodici mesi fa, quando un invito diventato virale aveva portato sulle piste e nelle strade di Roccaraso circa duecento pullman in poche ore. Un assedio mediatico e logistico che aveva messo in difficoltà residenti, operatori turistici e forze dell’ordine. Oggi quella storia pesa come un precedente ingombrante. Ed è proprio per questo che il nuovo appello di De Crescenzo non viene sottovalutato.

Nel video pubblicato su TikTok il tono è diverso rispetto al passato. Non c’è provocazione, non c’è sfida. C’è un invito all’ordine, quasi un codice di comportamento. L’influencer chiede ai suoi follower di essere educati, di non sporcare, di rispettare i luoghi. Un cambio di registro che racconta quanto l’effetto Roccaraso sia diventato un caso di studio, non solo un fenomeno virale.

Accoglienza e limiti

La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Prefettura e Comuni coinvolti hanno rimesso in moto un piano già sperimentato, ma con criteri più rigidi. Il numero dei pullman ammessi viene dimezzato. Cinquanta al giorno, a targhe alterne, con prenotazione obbligatoria online. Una scelta che prova a tenere insieme due esigenze opposte: non respingere il turismo e allo stesso tempo evitare il collasso.

Roccaraso non dice no. Ma detta le regole. È un passaggio culturale prima ancora che amministrativo. La montagna non può più permettersi di essere travolta da flussi improvvisi generati da un algoritmo. Deve governarli. E questa volta lo fa prima, non dopo.

Roccaraso e il potere invisibile dei creator

Il caso De Crescenzo racconta molto più di una gita sulla neve. Racconta il potere reale dei creator digitali, capaci di spostare masse, cambiare abitudini, incidere sull’economia di un territorio in poche ore. Roccaraso diventa così il simbolo di una nuova fragilità: quella dei luoghi fisici davanti alla viralità. Un tempo servivano campagne promozionali, spot televisivi, anni di investimenti. Oggi basta un video di pochi secondi, una frase azzeccata, un tono emotivo giusto. La montagna, con i suoi tempi lenti e i suoi equilibri delicati, si ritrova a confrontarsi con la velocità brutale dei social.

Rita De Crescenzo e la lezione del passato

Le amministrazioni locali non nascondono di aver imparato la lezione. Lo scorso anno il flusso era stato ingestibile. Questa volta si punta sul contingentamento preventivo. Le prenotazioni aprono solo in determinati giorni. I weekend vengono monitorati con attenzione. L’obiettivo è evitare l’effetto imbuto che aveva trasformato Roccaraso in un gigantesco parcheggio a cielo aperto. Il messaggio è chiaro: venite, ma non tutti insieme. Un compromesso che fotografa bene il tempo che viviamo, sospeso tra desiderio di condivisione e necessità di limiti.

Roccaraso diventa così una cartina di tornasole. Se il piano funzionerà, sarà un modello replicabile. Se fallirà, il rischio è quello di un nuovo scontro tra territorio e viralità.


Nel suo messaggio, De Crescenzo insiste su un punto: comportatevi bene. È una frase semplice, quasi banale, ma carica di significato. Perché sposta il tema dalla quantità alla qualità. Non è solo una questione di numeri, ma di atteggiamento. Di rispetto per un luogo che vive di turismo ma non può esserne ostaggio.

Roccaraso accoglie, ma chiede consapevolezza. Ai visitatori. Ai creator. Alle piattaforme. È una richiesta che va oltre la neve e le piste da sci. È una domanda di maturità collettiva.