Notte di paura e caos a Caracas. Numerose esplosioni e incendi hanno colpito aree militari nell’area metropolitana della capitale venezuelana nelle prime ore di oggi, tra le 2 e le 2.30 locali (circa le 7.15 in Italia). A riferirlo è un giornalista dell’ANSA presente sul posto, mentre le testimonianze si moltiplicano anche sui social e nelle agenzie internazionali.
Secondo le prime ricostruzioni, le esplosioni hanno interessato zone strategiche e infrastrutture militari, provocando incendi, blackout e una forte presenza di aerei in volo sulla città.
Le zone colpite: da 23 de Enero a La Carlota
Una delle esplosioni più violente è stata segnalata nel quartiere 23 de Enero, nella parte occidentale di Caracas, area storicamente legata ai gruppi chavisti. Qui i residenti hanno riferito di un boato fortissimo, accompagnato dal suono delle sirene e dal sorvolo di velivoli militari.
Incidenti sono stati segnalati anche:
- all’Accademia Militare di Mamo, nello Stato di La Guaira, a circa 40 chilometri dalla capitale
- presso la base aerea La Carlota
- nell’area dell’aeroporto di Higuerote, dove le esplosioni sarebbero state di minore entità
Secondo l’agenzia Afp, sui social media circolano immagini di vasti incendi e colonne di fumo, anche se al momento non è possibile localizzare con precisione tutti i punti colpiti. Le esplosioni sembrerebbero concentrate soprattutto nelle zone sud ed est della capitale.
Blackout e panico in diversi quartieri
I video condivisi online mostrano cieli illuminati dai bagliori delle esplosioni e forti incendi in lontananza. Residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices hanno riferito di forti rumori, scosse e blackout improvvisi.
Le interruzioni di corrente elettrica sono state confermate anche da giornalisti della CNN presenti a Caracas, che hanno raccontato di aver udito distintamente il rumore di aerei subito dopo le esplosioni.
Secondo testimonianze raccolte dalla Reuters, la zona meridionale della città, nei pressi di una grande base militare, risulta completamente senza elettricità.
Il racconto di un italiano: «Buttato giù dal letto dal boato»
Drammatiche anche le parole di un cittadino italiano espatriato in Venezuela, raccolte dall’ANSA:
«I bombardamenti su Caracas sono iniziati intorno alle 2, orario locale. Ho sentito un forte boato, il primo, che mi ha letteralmente buttato giù dal letto».
Secondo il suo racconto, sarebbero sotto attacco il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tiuna, il ministero della Difesa, l’aeroporto della Carlota e il porto della Guaira, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali su tutti questi obiettivi.
Maduro: «Gravissima aggressione militare»
Il Governo venezuelano ha parlato apertamente di attacco militare. In una dichiarazione ufficiale, il presidente Nicolás Maduro ha denunciato una «gravissima aggressione militare degli Stati Uniti», dichiarando lo stato di emergenza e chiedendo la mobilitazione della popolazione.
Le esplosioni si inseriscono in un contesto di fortissima tensione internazionale, aggravato dalle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Il contesto internazionale: le minacce di Trump
Proprio nelle ore precedenti agli attacchi, Donald Trump aveva confermato il dispiegamento di una flottiglia navale statunitense nei Caraibi e aveva lasciato intendere la possibilità di azioni militari terrestri contro il Venezuela, affermando che i giorni del governo Maduro erano «contati».
Un’escalation verbale e militare che ora sembra trovare un drammatico riscontro sul campo.
L’allarme della Colombia e l’appello all’Onu
Durissima la reazione del presidente colombiano Gustavo Petro, che su X ha scritto:
«Caracas è sotto bombardamento in questo momento. Allertate il mondo: il Venezuela è stato attaccato! Stanno bombardando con missili.
L’Organizzazione degli Stati Americani e l’Onu devono incontrarsi immediatamente».
Un appello che punta a una riunione urgente della comunità internazionale per scongiurare un’ulteriore escalation armata nella regione.
Italia in allerta: Tajani e Meloni seguono la situazione
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha assicurato massima attenzione per i connazionali presenti nel Paese:
«Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è costantemente informata. Unità di crisi della Farnesina operativa».
Una notte che segna una svolta
Quanto accaduto a Caracas rappresenta uno degli episodi più gravi degli ultimi anni in Venezuela. Tra esplosioni, incendi, blackout e dichiarazioni di guerra, la capitale si è risvegliata in un clima di allarme totale, mentre il mondo osserva con preoccupazione l’evolversi di una crisi che rischia di avere conseguenze regionali e globali.
Nelle prossime ore saranno decisive le comunicazioni ufficiali e le eventuali prese di posizione di Stati Uniti, Onu e alleati internazionali, mentre la popolazione di Caracas resta chiusa in casa, tra paura e incertezza.

