Il vicesindaco snocciola numeri ottimistici e dice, questa volta, che “l’anno prossimo saranno pronti”.
di Marco Visconti
Si torna a parlare della scuola Alessandro Manzoni di Pagani, al centro del dibattito cittadino da mesi per i ritardi nei lavori di adeguamento sismico e per la mancata riapertura dell’edificio. La questione è approdata nuovamente in consiglio comunale 4 giorni fa, dove a intervenire è stato il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Augusto Pepe, che ha ricostruito l’iter dell’opera e risposto alle polemiche emerse.Nel suo intervento, il vicesindaco ha escluso in maniera netta l’ipotesi di un errore progettuale alla base dello stop dei lavori.
“Non c’è un errore progettuale, altrimenti ci sarebbe stato lo scioglimento del consiglio comunale”, ha affermato Pepe, chiarendo che le criticità emerse riguardano esclusivamente un intervento strutturale non quantificato inizialmente, rilevato dal collaudatore in corso d’opera.Secondo quanto spiegato, il nodo principale è rappresentato dal tetto dell’edificio, una struttura particolare che presenta una leggera sopraelevazione nella parte centrale, circostanza che ha reso necessario rivedere la tipologia di intervento strutturale prevista inizialmente.“La problematica – ha precisato il vicesindaco – rimane solo quella del tetto, che ha bisogno di un intervento da parte di un collaudatore in corso d’opera”.
Pepe ha inoltre ricostruito le difficoltà amministrative che hanno rallentato il cantiere, a partire dalle dimissioni delle figure tecniche comunali, che hanno comportato l’azzeramento di ruoli chiave. Con l’ingresso dell’ingegnere Califano come nuovo Responsabile unico del procedimento, dopo l’ingegnere Di Nardi, si è reso necessario uno studio approfondito di tutto l’incartamento, mentre i lavori erano già in corso.Il vicesindaco ha ricordato anche che, secondo i tempi dell’offerta tecnica, l’intervento avrebbe dovuto essere concluso entro il mese di luglio del 2024, termine che non è stato rispettato. “Il gruppo precedente – ha spiegato – avrebbe dovuto bloccare l’intervento e recidere il contratto”. Ulteriori rallentamenti sono derivati dalla necessità di rinominare il direttore dei lavori e di individuare due tecnici esperti, procedure che hanno richiesto diversi mesi.Nonostante ciò, Pepe ha espresso un cauto ottimismo sui tempi di conclusione dell’opera:“Mi auguro che la riapertura della Manzoni avverrà nell’anno scolastico prossimo. Ci sono 2-3 mesi di lavori da fare”.

