Esplosione in Svizzera, 13 italiani feriti e 6 dispersi

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Esplosione in Svizzera, 13 italiani feriti e 6 dispersi. Una serata di festa, musica e brindisi si è trasformata in un incubo senza ritorno. L’Esplosione in Svizzera che ha sconvolto la notte di Capodanno nella rinomata località sciistica di Crans-Montana ha provocato almeno 47 vittime, in gran parte giovanissimi, e oltre 110 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Un bilancio drammatico, destinato purtroppo a pesare a lungo non solo sulla comunità svizzera, ma anche su quella internazionale.

Emanuele Galeppini la prima vittima italiana

Le fiamme durante i festeggiamenti

L’allarme è scattato all’1:30 di notte, quando un incendio improvviso ha devastato il bar Le Constellation, locale molto frequentato dai turisti durante le festività. Secondo le prime ricostruzioni, il rogo si sarebbe sviluppato nel piano sotterraneo, propagandosi in pochi istanti in tutto l’edificio.

Le autorità parlano di un incendio di origine ancora indeterminata, ma diversi testimoni concordano su una possibile causa accidentale: candele scintillanti posizionate sulle bottiglie di champagne, sollevate sopra le teste dei presenti, avrebbero raggiunto il soffitto in legno, innescando le fiamme.

La dinamica: il “flashover”

Gli inquirenti descrivono una dinamica compatibile con il cosiddetto flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma rapidamente in un rogo generalizzato. Il calore si accumula sotto il soffitto, i gas di combustione si diffondono nell’ambiente e la temperatura sale in pochi secondi a livelli letali, rendendo impossibile la fuga.

All’interno del locale si trovavano decine di ragazzi, molti ventenni, riuniti per salutare l’arrivo del nuovo anno. Il panico è stato immediato.

Scene di terrore: la fuga impossibile

Le testimonianze raccolte parlano di scene di caos e disperazione. I giovani hanno tentato di scappare verso l’esterno, ma l’unica uscita disponibile era una scala stretta e angusta. Alcuni sono riusciti a salvarsi rompendo le finestre, altri sono rimasti intrappolati tra il fumo e le fiamme.

Molti amici si sono persi di vista in quei minuti concitati, mentre l’incendio divorava rapidamente l’edificio. Per decine di loro non c’è stato nulla da fare.

Il bilancio e l’inchiesta

Già nella prima conferenza stampa, la polizia cantonale del Vallese aveva parlato di “diverse decine di morti”. Con il passare delle ore, il bilancio si è aggravato: almeno 47 vittime e 112 feriti. Le autorità hanno escluso sin da subito la matrice terroristica, parlando di un incidente e non di un atto doloso.

È stata aperta un’inchiesta per chiarire le responsabilità e accertare con precisione le cause del rogo, anche alla luce delle numerose testimonianze che indicano le candele come possibile innesco.

Il dramma italiano

L’Esplosione in Svizzera ha colpito duramente anche l’Italia. Secondo le informazioni diffuse dalla Farnesina, 13 ragazzi italiani sono rimasti feriti, 5 dei quali con ustioni gravi, mentre altri 6 risultano dispersi.

Famiglie in angoscia seguono con apprensione ogni aggiornamento, in costante contatto con la Farnesina, l’Ambasciata italiana e le autorità consolari. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che si recherà personalmente sul posto, seguendo la vicenda ora per ora.

Maxi-operazione di soccorso

L’apparato dei soccorsi è stato imponente. Da tutta la regione sono arrivate 42 ambulanze, 13 elicotteri e tre camion di soccorso. Vista la gravità della situazione, è stato attivato anche il Meccanismo di protezione civile della Commissione europea, che consente agli Stati di chiedere supporto internazionale quando le capacità di risposta sono superate.

Tra i primi Paesi a mobilitarsi c’è stata l’Italia: la Protezione civile della Valle d’Aosta, insieme alle regioni Piemonte e Lombardia, ha messo a disposizione strutture sanitarie e posti letto per accogliere eventuali feriti trasferiti.

Il cordoglio e le prossime ore

Il ministro Tajani, in costante contatto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha sentito anche il ministro degli Esteri svizzero e il presidente federale. Le prossime ore saranno decisive per l’identificazione delle vittime e per chiarire il destino dei dispersi.

Quella di Crans-Montana resta una notte di Capodanno segnata dal lutto, una tragedia che interroga la sicurezza dei locali affollati e lascia dietro di sé famiglie spezzate e una comunità internazionale sotto shock. L’Esplosione in Svizzera è destinata a restare una ferita profonda nella memoria collettiva europea.