La chiamata ai soccorsi arriva nella serata del 26 dicembre. Quando i carabinieri entrano nell’appartamento, la scena è quella di una violenza che non ha lasciato scampo: sangue ovunque, oggetti distrutti, una donna gravemente ferita e un uomo ancora in preda alla furia.È una 61enne di Sant’Antonio Abate la vittima dell’ennesimo episodio di violenza domestica consumato tra le mura di casa. Il referto medico parla chiaro: fratture costali multiple, sia composte che scomposte, e un quadro clinico che rende necessario il ricovero. Il suo corpo porta segni di percosse diffuse, il volto tumefatto, le ferite compatibili con un’aggressione prolungata e brutale.Quando i militari arrivano, trovano il marito, 66 anni, che tenta ancora di colpirla. La donna è stremata, sanguinante, incapace di reagire. Viene immediatamente messa in sicurezza mentre l’uomo viene bloccato. L’abitazione appare devastata: il pavimento macchiato di sangue, mobili rovesciati, piatti e bottiglie sparsi in cucina, porte divelte. All’ingresso della cameretta, l’albero di Natale è finito a terra, ancora addobbato, simbolo di una festa trasformata in incubo.Secondo i primi accertamenti, la violenza sarebbe esplosa al culmine di una discussione. L’uomo avrebbe colpito la moglie più volte con un ferro da stiro, poi con un mestolo da cucina, fino a sbatterle ripetutamente il volto contro lo spigolo del frigorifero. Un’aggressione che si sarebbe spostata da una stanza all’altra, lasciando dietro di sé una scia di distruzione.In casa, al momento dei fatti, c’erano anche i figli della coppia, di 31 e 24 anni. Sarebbero stati loro a tentare disperatamente di separare i genitori e a dare l’allarme. Ai carabinieri racconteranno non solo quella sera, ma una lunga storia di violenze subite dalla madre nel corso del tempo.La 61enne viene soccorsa dal personale del 118 e trasferita d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia. Dopo gli accertamenti, viene trattenuta in osservazione nel reparto di chirurgia, con necessità di ricovero per le gravi lesioni riportate.Per il marito scatta l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Dopo le formalità di rito, l’uomo viene trasferito in carcere e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che coordina le indagini.Un episodio che riporta ancora una volta l’attenzione su una violenza che spesso resta nascosta dietro porte chiuse, fino a quando esplode nel modo più drammatico.

