Castellammare: Forza Italia attacca il sindaco Vicinanza

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Dopo l’approvazione del bilancio in Consiglio comunale, Forza Italia alza il tono dello scontro politico a Castellammare di Stabia. Il segretario cittadino Aniello Di Nardo contesta duramente la narrazione trionfalistica del sindaco Vicinanza, parlando di numeri risicati, scelte incoerenti e uso strumentale della legalità. Al centro dell’accusa, l’assenza di una visione strategica per la città, il ricorso a voti definiti di “sopravvivenza” e una gestione che, secondo gli azzurri, avrebbe reso Castellammare più fragile e incerta.

IL COMUNICATO

“Le dichiarazioni del Sindaco Vicinanza durante l’ultimo Consiglio Comunale dopo aver raccolto il voto favorevole della sua maggioranza alò bilancio costituiscono l’ennesima dimostrazione volta a mascherare la debolezza politica e amministrativa che oggi vive la nostra città.
Il Sindaco con toni trionfalistici, usa slogan moralistici e fornisce una narrazione autoassolutoria quando usa l’espressione “buona politica”, e parla di “ampia maggioranza”.
Il bilancio, atto di grande responsabilità amministrativa e dal quale risulta la vera visione politica di un’amministrazione, è stato approvato con numeri risicati e tra l’altro anche con il voto di chi oggi rappresenta la lista di cui faceva parte il consigliere Di Maio che si è dimesso il cui voto il sindaco aveva solennemente dichiarato che non avrebbe mai utilizzato.
Proprio l’utilizzo di tal voto non rappresenta affatto “ buona politica” ma significa piegare la coerenza politica alle esigenze di sopravvivenza amministrativa significa una distanza abissale tra gli annunci e i comportamenti reali.
Ciò comporta, prima ancora di ogni valutazione contabile, una frattura profonda tra parole e fatti, tra propaganda e correttezza politica.
Altro che “voto politico”: qui siamo di fronte a un voto di sopravvivenza.
L’enfasi con cui il sindaco parla poi di “esempio di buona politica” rasenta il paradosso.
Castellammare è ferma ed è priva di una strategia chiara su sviluppo, lavoro, rigenerazione urbana e futuro produttivo ed economico delle classi e dei giovani che ogni anno lasciano Castellammare per l’assenza di lavoro ed opportunità proprio come fece il nostro Sindaco.
Quale buona politica, se i grandi dossier strategici della città sono tutti al palo o, peggio, arretrano? La perdita del finanziamento del Savorito, costituisce come abbiamo già più volte sottolineato l’incapacità di dare seguito concreto ai finanziamenti sulle Terme e sul centro antico, l’assenza totale di una visione credibile sull’area portuale e sul rapporto con Fincantieri.
Non si tratta di semplici dettagli ma fallimenti macroscopici, sotto gli occhi di tutti.
Ancora più grave è l’uso strumentale e arrogante del tema della camorra usato come scudo politico. L’interrogativo retorico “Se questa amministrazione dovesse andare via, la camorra si sentirebbe più debole o più forte?” non è una riflessione alta rivolta alla città, né una chiamata alla responsabilità collettiva, ma un atto di “arroganza istituzionale” .
Nelle parole del Sindaco si esclude il ruolo della Magistratura, delle forze dell’ordine e della Prefettura come se la legalità avesse un solo custode: il sindaco stesso e la sua giunta.
Ci troviamo difronte ad una visione personalistica, presuntuosa, che tradisce una concezione proprietaria della legalità.
La lotta alla camorra non è uno slogan da agitare per mettere a tacere critiche legittime, né uno scudo dietro cui nascondere l’inadeguatezza amministrativa.
È un dovere istituzionale che si esercita con atti concreti, credibilità politica e autorevolezza, non con la propaganda.
È una narrazione quanto mai pericolosa, che trasforma il confronto democratico in una falsa alternativa morale e tenta di delegittimare ogni critica come favoreggiamento del peggio. Questo non è senso delle istituzioni, è personalizzazione del potere.
Parlare di “Giunta della ripartenza” è poi l’ennesima auto proclamazione che rasenta il paradosso. Quale ripartenza la città sta assistendo, se non si registra un solo settore in cui la comunità Stabiese abbia fatto un reale passo avanti?
Anzi, secondo il nostro modestissimo parere Castellammare oggi risulta più fragile, più incerta, più esposta di prima.
Altro che superamento dello “sfasciume”: l’inerzia, l’improvvisazione e l’assenza di guida hanno prodotto un arretramento complessivo.
E quando il sindaco afferma che “un anno e mezzo non basta”, dimentica che in questo tempo non si è vista neppure l’impostazione di una visione della città credibile.
Non è il tempo a mancare, è la capacità di governarlo.
Nessuno cittadino ha mai chiesto miracoli, ma almeno segnali chiari, scelte coraggiose, una direzione.
Invece si è assistito a inerzia, confusione, conflitti interni e immobilismo.
E mentre l’amministrazione si autoassolve, la città paga il prezzo più alto proprio sulla sicurezza urbana.
Sui beni confiscati, il sindaco poi si attribuisce meriti che non gli appartengono.
La Videosorveglianza, il riuso di immobili sottratti alla criminalità come il Plan B o l’immobile di via Plinio il Vecchio sono processi avviati da tempo, frutto di percorsi istituzionali lunghi e complessi, non di improvvise illuminazioni dell’attuale amministrazione.
Spacciarli come successi propri è un’operazione di “maquillage politico” che non regge alla verifica dei fatti.
Infine, suona quasi grottesca l’autonarrazione moralizzatrice sulla gestione dei consiglieri coinvolti nelle inchieste, questa si è l’emblema “dell’ipocrisia politica”.
Mettere “fuori dalla maggioranza” consiglieri non indagati quando il danno politico è ormai fatto non è un atto di coraggio, ma un tardivo tentativo di prendere le distanze da responsabilità che risalgono alla formazione delle liste elettorali.
Abbiamo già ricordato che le scelte andavano fatte prima, non dopo aver incassato voti utili alla vittoria, ed al governo della città come dimostrato dal voto sul bilancio.
Il resto è tardivo opportunismo.
.Non è un caso che anche figure e mondi che avevano sostenuto con convinzione questa esperienza amministrativa – come gli esponenti di base democratica e personalità come Sandro Ruotolo – prendano oggi progressivamente le distanze e questo accade non per opportunismo, ma perché l’inefficacia, l’assenza di risultati e la confusione politica sono diventate evidenti e indifendibili, al di là delle pur gravissime vicende giudiziarie e del principio del “ più probabile che non”.
La vera debolezza politica, quella che il sindaco attribuisce genericamente agli “ultimi vent’anni”, oggi si manifesta tutta nell’attuale amministrazione: nelle lotte interne al PD, nell’immobilismo decisionale, nell’incapacità di governare i processi complessi.
Si ricorda che è proprio questo clima di incertezza, di conflitto permanente e di mancanza di direzione a creare il terreno più fertile per le infiltrazioni criminali, non certo il confronto democratico o la critica politica.
Castellammare non ha bisogno di proclami, né di sindaci che si autoeleggono a ultimi baluardi della legalità.
Ha bisogno di una guida capace, credibile, coerente, che assuma le proprie responsabilità senza rifugiarsi nella retorica.
Oggi, purtroppo, questa amministrazione rappresenta il problema, non la soluzione.
F.I chiede ancora una volta al Sindaco Vicinanza un atto di responsabilità politica incontri la cittadinanza e tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione ed apra un vero confronto sulla verifica dell’esecuzione del programma elettorale e quello di governo e contestualmente chieda al Prefetto di valutare l’opportunità di convocare il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza e l’invio della Commissione di accesso ex art. 141 TUEL in quanto solo così potrà convincere che ha messo in campo una “ buona Politica.
Il segretario cittadino di F. I dott. Aniello Di Nardo”.