La Listeria è un batterio responsabile di una grave infezione alimentare chiamata listeriosi. Il microrganismo coinvolto è la Listeria monocytogenes, uno dei patogeni più pericolosi trasmessi attraverso il consumo di alimenti contaminati, soprattutto salumi, formaggi freschi e prodotti pronti al consumo. Per questo alcuni prodotti subiscono dei richiami alimentari.
Cos’è la Listeria monocytogenes
La Listeria monocytogenes è un batterio:
- resistente alle basse temperature
- capace di sopravvivere in frigorifero
- presente in ambienti umidi e superfici di lavorazione
A differenza di altri batteri, non viene eliminata dal freddo e può moltiplicarsi anche durante la conservazione domestica.
Come entra nel corpo umano
La trasmissione avviene quasi esclusivamente per via alimentare. Una volta ingerita:
- supera la barriera gastrica
- raggiunge l’intestino
- entra nel flusso sanguigno
Nei soggetti fragili può diffondersi rapidamente agli organi vitali e al sistema nervoso centrale.
I sintomi della listeriosi
I sintomi possono comparire da 3 a 70 giorni dopo il consumo dell’alimento contaminato. I più comuni sono:
- febbre alta
- nausea e vomito
- diarrea
- dolori muscolari
- mal di testa persistente
Nei casi più gravi possono verificarsi:
- meningite
- setticemia
- complicanze in gravidanza (aborto o parto prematuro)
Perché è pericolosa in gravidanza
Nelle donne in gravidanza, la listeriosi può essere inizialmente lieve, ma il batterio è in grado di attraversare la placenta, causando danni gravissimi al feto.
Per questo motivo, le linee guida sanitarie raccomandano di evitare salumi crudi, prosciutto cotto affettato e prodotti pronti non riscaldati.
Diagnosi e cura
La diagnosi avviene tramite:
- analisi del sangue
- esami microbiologici
La terapia prevede antibiotici specifici, più efficaci se somministrati tempestivamente.

