La platea, completamente coinvolta, ha risposto con entusiasmo: applausi continui, cori e momenti di partecipazione spontanea hanno trasformato lo spettacolo, tenuto ieri sera, in una vera festa condivisa, con il pubblico spesso in piedi a danzare, trascinato dall’energia della musica.
di Marco Visconti
Una serata intensa, partecipata e carica di emozioni ha celebrato i 15 anni di Mammeddio!, uno dei progetti più rappresentativi dell’identità musicale paganese e campana. Protagonista assoluto Vincenzo Romano, artista di Pagani capace, attraverso la sua musica, di far conoscere la città ben oltre i confini locali.Sul palco, insieme a lui, un gruppo di artisti e collaboratori che hanno contribuito a rendere lo spettacolo un vero viaggio tra passato e presente: Leo Coppola, Nunzio Veneruso, Elisa Cimmelli, Nino Conte, Francesco Desiato, Biagio Coppola, Erminia Parisi, Raffaella Coppola, Raffaella Vacca, Laura Paolillo e Gerardo Sinatore.

Mammeddio! si è confermato non soltanto come spettacolo musicale, ma come un autentico racconto collettivo in cui la musica della tradizione popolare ha dialogato con quella contemporanea, muovendosi tra sacro e profano. Le canzoni della tradizione si sono intrecciate con nuovi brani e arrangiamenti firmati Romano, mentre sul palco le ballerine, con coreografie suggestive e volteggi armoniosi, hanno accompagnato la musica ammaliando il pubblico. Hanno fatto da sfondo le autentiche Matres Matutae di Gennaro Vallifuoco, grazie all’intermediazione del gallerista Franco Baccaro e di Paride Marazia, che hanno arricchito il contesto musicale in completa armonia con i soggetti in scena.

La platea, completamente coinvolta, ha risposto con entusiasmo: applausi continui, cori e momenti di partecipazione spontanea hanno trasformato lo spettacolo in una vera festa condivisa, con il pubblico spesso in piedi a danzare, trascinato dall’energia della musica.

Le parole di Vincenzo Romano
Romano ha ripercorso la nascita e il significato profondo del progetto Mammeddio!:«Mammeddio nasce nel 2010 in collaborazione con Gerardo Sinatore, dopo anni di ricerca che Gerardo ha condotto insieme a me. È un progetto che racconta la musica delle tradizioni popolari, collocandosi tra il sacro e il profano. Più che un evento folkloristico, Mammeddio è dedicato alla musica della tradizione ma anche a quella contemporanea. Già quindici anni fa questo album aveva la visione di raccontare le radici legate alla Campania e a Pagani, mantenendo uno sguardo aperto sulla musica attuale.Nel tempo ci sono stati diversi ospiti, come Vesuviano ed Elisa Benetti, Tommaso Primo e Carla Buonerba, per dare voce a questo incontro tra contemporaneità e tradizione. Il pubblico ha accolto l’invito in modo spontaneo, con grande energia. Siamo stati accolti magnificamente dalla location e dal teatro, e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato e reso possibile questa iniziativa».

Le parole di Gerardo Sinatore
«Uno spettacolo suggestivo, a compendio di un lungo periodo ultradecennale, creativo e fecondo, di un importante personaggio, soprattutto per la nostra cultura e quella campana, qual è Vincenzo Romano. Uno spettacolo musicale, poetico e di prosa, fatto di brani interpretati con il suo innato talento artistico e comunicativo. Vincenzo Romano è l’identità paganese, è l’anima antica delle nostre radici.Mi sono emozionato moltissimo nell’ascoltare da lui le bellissime parole che ha avuto per me, facendomi rivivere quei lunghissimi anni trascorsi artisticamente insieme, dai quali sono maturati due album con circa 30 brani e un singolo dedicato ad Alfonso Maria de’ Liguori, “Curri, curri, Mamma mia”, una canzone obliata, misconosciuta, ma da me finalmente “scoperta” dopo secoli e da Vincenzo interpretata e musicata magistralmente, tanto da farne un nuovo must alfonsiano.
Vincenzo è l’unico cantante al mondo ad interpretarla da quando il santo l’ha scritta a Pagani, nell’estate della fine del ’700.Sono stato oltremodo felice per avermi dedicato lo spettacolo e mi sono commosso per la presenza dei miei figli. Con Vincenzo, seppur vi sia una consistente differenza d’età tra noi (lui ha l’età di mia figlia Rosellina, che è del 1990, mentre io sono del 1955), ho condiviso emozioni e ispirazioni, vivendo un lungo rapporto artistico, simbiotico, familiare e di immensa, reciproca e rispettosa amicizia.Tutti i miei testi sono nati e sono stati composti sulla sua personalità, sul suo grande talento ma soprattutto sulla sua anima lontana e senza tempo; infatti, il nostro è stato il rapporto di due anime antiche che si sono incontrate per creare, ricercando insieme verità e significati delle cose. Credo di avergli lasciato di me, oltre ai testi che abbiamo poi meglio definiti insieme e che lui ha musicato, la mia esperienza e il mio sentire. Lui mi ha lasciato la sua inscindibile volontà, il suo intuito, il suo coraggio e soprattutto nuovi occhi per guardare e vedere cose che non conoscevo.Merita il massimo successo: è un artista originale e unico per il suo inimitabile genere, per la particolarità della sua voce ma soprattutto per ciò che sa dire e trasmettere a tutti: la voglia di vivere vivendo e cantando la storia della vita.Grazie, Vinc, per la tua magia».

I brani eseguiti durante la serata
Nel corso della serata sono stati eseguiti i brani Canto antico (Mammeddio!), ’A uerra (Uhanema!), E adesso danzi (Uhanema!), Mammeddio, Abballa in doppia versione (Mammeddio!), Stunato vò sunà; con l’ingresso dell’ospite Vesuviano Ombre e Vesuvio; quindi Curri curri Mamma mia (Mammeddio!), Anè Anè e Jamme ja (Uhanema!); successivamente, con l’ospite Tommaso Primo, Giuda, Maronna nera, Femmena e Cupido questo ti fa; con Carla Buonerba Fresca fresca e Attendi alle donne; a chiudere Musica popolare naturale (Mammeddio!) e Tammurriata contemporanea.

