Scoperta centrale delle truffe: 17 indagati

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Un call center nascosto tra le province di Pisa e Firenze, migliaia di messaggi-truffa inviati ogni giorno e decine di vittime raggirate in tutta Italia. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Chieti, che hanno individuato e smantellato una vera e propria centrale delle truffe telematiche specializzata nello smishing, la tecnica fraudolenta che utilizza falsi sms per carpire dati bancari e personali.

L’indagine e i 17 indagati

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Chieti, ha portato al momento all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 persone, tra Toscana e Campania. Le accuse riguardano, a vario titolo, i reati legati alle frodi informatiche e alla gestione di un sistema organizzato di truffe ai danni di ignari cittadini. Gli accertamenti proseguono sia per ricostruire l’esatto ammontare del denaro sottratto alle vittime sia per individuare eventuali ulteriori responsabili.

Il call center delle truffe

Il cuore dell’organizzazione è stato individuato a Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa. Qui, all’interno di un’abitazione privata, era stato allestito un vero call center, utilizzato come centrale operativa per l’invio massivo di sms fraudolenti su tutto il territorio nazionale. Secondo gli investigatori, da quel punto partivano quotidianamente migliaia di messaggi, studiati per indurre le vittime a cliccare su link ingannevoli o a fornire dati sensibili.

Le persone più colpite risultano essere soprattutto anziani, considerati più vulnerabili e meno abituati a riconoscere questo tipo di raggiri digitali. I danni patrimoniali causati dal sistema sono definiti ingenti.

Il ruolo dei negozi di telefonia

Le indagini hanno fatto emergere anche il coinvolgimento di due rivenditori di telefonia, che avrebbero fornito le schede telefoniche utilizzate per le truffe. Le Sim, secondo quanto ricostruito, venivano intestate fittiziamente e vendute in due negozi situati nei comuni di Fucecchio ed Empoli, entrambi in provincia di Firenze.

I due esercizi commerciali sarebbero stati gestiti da cittadini di nazionalità pakistana, ritenuti pienamente consapevoli dell’uso illecito delle utenze. Un passaggio chiave per garantire l’anonimato e la continuità delle attività fraudolente.

Perquisizioni e sequestri

Nella giornata di ieri i carabinieri hanno eseguito perquisizioni sia nell’abitazione utilizzata come centrale operativa sia nei due negozi di telefonia. L’operazione ha portato al sequestro di una grande quantità di materiale informatico e tecnologico: tre modem multisim, 685 Sim Iliad, sei notebook, un router 4G, nove telefoni cellulari, quattro personal computer e numerosi supporti informatici.

Il sequestro del materiale ha consentito di interrompere l’invio quotidiano dei messaggi-truffa, bloccando di fatto l’operatività della centrale.

Un fenomeno in crescita

L’inchiesta conferma come lo smishing rappresenti una delle forme di truffa più diffuse e insidiose degli ultimi anni. Messaggi che imitano comunicazioni bancarie, avvisi di spedizioni o presunti problemi di sicurezza continuano a circolare, colpendo in particolare le fasce più deboli della popolazione.

L’operazione dei carabinieri di Chieti segna un colpo importante a un sistema organizzato e strutturato, ma l’attenzione resta alta. Le indagini proseguono per chiarire tutti i canali della truffa e per risalire ai flussi di denaro sottratti alle vittime, con l’obiettivo di recuperare il più possibile e prevenire nuovi raggiri.