Pagani, la Villa Comunale si accende di pace e tradizione con il presepe vivente “No cchiù guerra – è nato già lo rre d’ammore”

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Di Marco Visconti

Pagani si prepara a vivere due serate cariche di emozione, riflessione e condivisione grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione culturale popolare Il Cammino della Tradizione, che presenta il presepe vivente “No cchiù guerra – è nato già lo rre d’ammore”, in programma il 27 e 28 dicembre, a partire dalle ore 18:30, nella Villa Comunale di Pagani. La scelta della location non è casuale: la villa comunale diventa uno spazio raccolto e suggestivo, capace di trasformarsi in una vera e propria “città nella città”, dove il Natale prende vita attraverso scene, musiche e simboli che parlano direttamente al cuore.

A spiegare il senso artistico e umano dell’iniziativa è la direttrice artistica Gerarda Formisano, che sottolinea come l’obiettivo sia quello di restituire centralità a un luogo storico della città: «La villa ci permette di creare un ambiente più mistico, senza rumori se non le nostre musiche, e di avere uno spazio più ampio. Vogliamo ridarle vita, nella speranza che altri seguano il nostro esempio». Quella di quest’anno è la prima edizione del presepe vivente dell’associazione, realizzato con il coinvolgimento di oltre 30 figuranti e numerose scene tematiche: «Non siamo artisti, ma con tanto coraggio e cuore ci siamo lanciati in questa avventura. Già dal titolo parliamo di pace, non solo delle guerre nel mondo – come Yemen, Ucraina e Mozambico – ma anche delle violenze quotidiane che spesso passano sotto silenzio».

Locandina evento.

Il presepe vivente diventa così un racconto corale che abbraccia tematiche attuali e profonde: dalla violenza di genere all’abbandono degli anziani, dal maltrattamento degli animali all’indifferenza sociale. «Anche questa è violenza – evidenzia Formisano – e noi vogliamo essere una piccola goccia di speranza. Stiamo costruendo una grande famiglia allargata, unendo energie e valori, per trasmettere agli altri che insieme siamo una forza».

Al centro del progetto anche la visione del presidente dell’associazione, Roberto Pepe, che evidenzia il valore comunitario dell’iniziativa: «La villa comunale diventa una vera e propria città nella città. Non abbiamo voluto parlare soltanto di pace nel mondo, ma della pace che deve partire da noi, dalle nostre comunità e dai rapporti quotidiani». Un messaggio che si traduce concretamente nel coinvolgimento di numerose realtà associative del territorio: «Abbiamo ricevuto subito una grande risposta. Ringraziamo il Forum dei Giovani, che ci ha ospitati per le prove, e le associazioni Noi Insieme, Uno Nessuno e Centomila, la Pro Loco Gerardo Violante, Convivio, Zampa Amica e, più recentemente, l’Oasi San Pio, impegnata sul tema degli anziani e dell’inclusione». Pepe ricorda inoltre il valore dell’inclusione come tratto distintivo del progetto: «In passato abbiamo organizzato presepi anche con il coinvolgimento di realtà che lavorano sull’autismo. Quest’anno, per motivi organizzativi, non saranno presenti, ma restano per noi un punto di riferimento e li aspettiamo con gioia alla prossima edizione». Il presidente conclude con una riflessione personale: «All’inizio non ero convinto di realizzare questo presepe, poi grazie all’insistenza di Raffaele Palumbo e, forse, anche a un segno più grande, è nata in me la voglia di farlo. Lo abbiamo voluto come un primo presepe, un nuovo inizio, affidandoci al Bambino Gesù perché tante sofferenze e tante brutture del mondo possano cessare. Indossare i panni dei personaggi del presepe è il nostro modo per testimoniare questo messaggio di speranza».

Cartellone natalizio.

Fondamentale anche il contributo di Raffaele Palumbo, membro dell’associazione Il Cammino della Tradizione, che ribadisce il valore identitario dell’evento: «Abbiamo lottato per riportare il presepe nella villa comunale, un luogo che rappresenta un vecchio ricordo e un pezzo fondamentale del nostro territorio. Questo evento ci riporta alla fede, ai ricordi e alla nostra identità. Cerchiamo di dare il nostro meglio e vi aspettiamo tutti». La villa comunale di Pagani, per molto tempo silente, si colora così di Natale e di significato, diventando teatro di un presepe vivente che unisce tradizione, solidarietà e inclusione. Un evento che nasce dalla collaborazione tra associazioni e cittadini, nel segno della pace e della speranza, invitando l’intera comunità a riscoprire il valore dello stare insieme.