Papa Leone XIV scoperto online alle tre di notte. C’è un’immagine che racconta più di mille discorsi il profilo di Papa Leone XIV: una luce accesa nel cuore della notte, lo smartphone tra le mani e una lezione di tedesco che scorre sullo schermo. È questo il ritratto, sorprendente e umano, che emerge dalle ricostruzioni di Repubblica sulla quotidianità del nuovo pontefice.
Tecnologico, poliglotta, curioso. Ma anche insonne. Un Papa che vive il tempo in modo diverso e che, quando il sonno non arriva, sceglie di imparare.
Un Papa fuori dagli schemi fin dal primo giorno
Che Robert Prevost non fosse un pontefice “classico” lo si era intuito subito. Nato a Chicago, da poco settantenne, Leone XIV appartiene a una generazione che non vede nella tecnologia un nemico, ma uno strumento.
Usa lo smartphone senza filtri, comunica su WhatsApp, indossa un Apple Watch e ha mantenuto familiarità con i social, a partire da X, l’ex Twitter. Non solo: nei momenti di pausa ama i giochi di parole online, come Wordle e Words With Friends, che utilizza anche come esercizio mentale prima di andare a dormire.
Dormire, però, non sempre è semplice.
Cinque lingue e una mancante
Il Papa conosce già cinque lingue in modo fluente: italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese. Un bagaglio costruito in anni di viaggi, missioni e incarichi che lo hanno portato in oltre cinquanta Paesi, ben prima dell’elezione al soglio pontificio.
C’era però una lingua che mancava all’appello. Il tedesco.
Una lacuna che Leone XIV ha deciso di colmare senza clamore, affidandosi a uno degli strumenti più utilizzati al mondo per l’apprendimento linguistico: Duolingo.
La notte e lo studio: fede e cultura non dormono
Secondo quanto riportato, il pontefice avrebbe iniziato a seguire lezioni di tedesco proprio durante le ore notturne. Non importa se sono le tre del mattino: per Leone XIV la mente resta in movimento.
Il Vaticano non ha confermato ufficialmente la notizia, ma nemmeno l’ha smentita. A rafforzare il racconto ci ha pensato il fratello, John Prevost, che ha ammesso come Robert faccia spesso fatica a dormire e si svegli molto presto.
Intervistato dal National Catholic Reporter, John ha raccontato una scena diventata quasi simbolica: se il Papa si sveglia nel cuore della notte, apre Words With Friends e gioca qualche partita. “Gli ho detto: cosa fai a giocare alle tre del mattino?”, ha raccontato. La risposta è stata semplice: “Non riuscivo a dormire”.
L’indizio digitale che fa discutere
A rendere la storia ancora più affascinante è un dettaglio emerso dalla comunità online. Un utente di Duolingo avrebbe individuato un profilo con il nome Robert, collegato allo stesso account che Prevost utilizzava su Twitter prima di diventare Papa, @drprevost.
Un profilo aperto nel 2014, rimasto inattivo a lungo e poi improvvisamente tornato attivo, con un numero di punti che sfiora quota trentamila. Un altro utente, convinto di avere davanti proprio il pontefice, avrebbe scritto un messaggio diretto: “Santo Padre, sono le tre del mattino, cosa sta facendo?”.
Nessuna risposta. In nessuna lingua.
Allenare la mente prima del corpo
Le notti insonni non raccontano però un Papa sedentario. Leone XIV è noto per la sua passione per lo sport e in particolare per il tennis, che pratica quando si ritira a Castel Gandolfo.
Secondo il fratello, starebbe anche valutando l’idea di allestire una piccola palestra all’interno del Palazzo Apostolico, una volta conclusi i lavori di ristrutturazione. Nel frattempo, in attesa di allenare il corpo, si dedica all’allenamento della mente.
Un’immagine nuova del pontificato
Quella di Papa Leone XIV che studia il tedesco online nel cuore della notte non è una semplice curiosità. È il simbolo di un pontificato che si muove tra tradizione e contemporaneità, tra spiritualità e vita quotidiana.
Un Papa che non spegne il mondo quando cala il silenzio. Che usa il tempo vuoto per imparare. Che dimostra, senza proclami, che la conoscenza non ha orari e che la fede può convivere con la tecnologia.
E mentre il mondo dorme, al terzo piano del Vaticano qualcuno ripassa verbi irregolari in tedesco. Forse perché, anche da Papa, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

