Sessa, il riscatto dopo la gogna: «Ho aspettato la verità»

0
173

Intervista all’ex assessore di Pagani e candidato alle regionali in Campania. “Sì, oggi sì. Non ho mai avuto nulla a che fare con ambienti criminali. Ho sempre vissuto con dignità, lottando per la legalità, spesso da solo, pagando anche un prezzo alto. La verità, ora, è venuta fuori”.

di Marco Visconti

La vicenda risale al blitz del novembre 2024, quando i carabinieri e la Dda di Salerno portarono alla luce un presunto sistema di condizionamento degli appalti comunali da parte di esponenti vicini al clan Fezza–De Vivo, storico gruppo criminale dell’Agro Nocerino. Pietro Sessa, ex assessore allo Sport, viene citato nelle custodie cautelari per il contesto dei fatti emersi nell’inchiesta. Adesso arriva il riscatto risultando lontano da quell’ambiente. Sessa parla ai nostri microfoni.

Cosa si prova a vedersi spiattellare continuamente simili notizie?

“È un dolore profondo. Ogni volta che il mio nome finisce accostato a vicende che non mi appartengono, è come ricevere una pugnalata allo stomaco. Ti senti spogliato della tua dignità, sotto una lente che deforma la realtà. Chi ti conosce sa chi sei, ma il dubbio che viene seminato fa male, soprattutto per chi è una persona perbene”.

Che pressioni hai subito stando nella gogna mediatica di quel blitz?

Le pressioni sono state enormi. Psicologicamente è devastante: non dormi, ti chiedi se la verità basta a difenderti. Ti senti abbandonato da chi dovrebbe almeno ascoltarti prima di giudicare. Ma ho scelto il silenzio, la compostezza, la verità. Perché chi urla l’innocenza spesso lo fa per coprire la colpa. Io, invece, sapevo che dovevo solo aspettare che la verità venisse a galla“.

Come hai vissuto la tua esperienza in famiglia?

In famiglia è stata durissima. Vedere gli occhi di chi ami colmi di preoccupazione, dover dare forza quando dentro sei distrutto. Ma è anche lì che ho trovato la mia salvezza: nell’amore puro, nel sostegno sincero. Professionalmente è stato come vivere in apnea: sospeso, sotto giudizio silenzioso. Si crea un vuoto intorno, ma anche una chiarezza: capisci chi ti è davvero vicino”.

Oggi lo vogliamo dire finalmente come stanno le cose?

“Sì, oggi sì. Non ho mai avuto nulla a che fare con ambienti criminali. Ho sempre vissuto con dignità, lottando per la legalità, spesso da solo, pagando anche un prezzo alto. La verità, ora, è venuta fuori. E oggi, con serenità e forza nuova, dico che continuerò a fare la mia parte per il bene della mia terra. Con ancora più determinazione. Perché la giustizia, quando arriva, è un sollievo per l’anima“.