Castellammare, il destino del sindaco Vicinanza appeso agli equilibri regionali

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Il destino politico del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, non è nelle sue mani o in quelle dei suoi cittadini. E’ una partita a scacchi, fatta di veti incrociati, ambizioni personali e pressioni romane, che rischia di ridisegnare gli assetti del centrosinistra campano e di avere ricadute dirette anche sul governo della città stabiese.

Castellammare come compensazione politica
Secondo i ragionamenti che circolano nei palazzi regionali, il sacrificio di Avs in giunta potrebbe essere compensato con una garanzia politica forte: una candidatura a sindaco di Castellammare nel dopo Vicinanza, sostenuta dall’area Schlein.

In questo schema il nome che emerge con maggiore insistenza è quello di Tonino Scala. Figura molto vicina a Sandro Ruotolo, riferimento dell’ala più critica del Pd, Scala rappresenterebbe una candidatura di rottura, coerente con la richiesta di discontinuità che Ruotolo ha espresso apertamente chiedendo a Vicinanza di staccare la spina all’attuale amministrazione.

Il filo che lega Regione e Comune
È qui che il destino di Gigi Vicinanza si intreccia definitivamente con le dinamiche regionali. La sua tenuta politica non dipende solo dalla maggioranza in Consiglio comunale, ma dal quadro più ampio del centrosinistra campano. Se a Napoli e a Roma maturasse la scelta di usare Castellammare come terreno di compensazione politica, l’esperienza di Vicinanza rischierebbe di diventare sacrificabile.

Non per una valutazione amministrativa immediata, ma per una logica di equilibrio più grande, dove le città diventano pedine e i sindaci anelli di una catena che parte dalla Regione e arriva fino ai vertici nazionali.

I prossimi mesi saranno decisivi. La giunta Fico non sarà solo un elenco di nomi e deleghe, ma un messaggio politico. E da quel messaggio dipenderà anche il futuro di Castellammare di Stabia e del suo sindaco, sempre più al centro di una partita che va ben oltre i confini cittadini.

La guerra silenziosa nel Pd campano
Nel Partito democratico la fase è tutt’altro che ordinaria. È in corso una vera e propria guerra di posizionamento, dove ogni nome pesa più di una delega e ogni esclusione può trasformarsi in una resa dei conti politica. I vertici regionali si muovono sotto lo sguardo attento della segreteria nazionale, con Elly Schlein decisa a incidere sulla composizione della squadra di governo campana.

In questo contesto sembra ormai tramontata l’ipotesi di Mario Casillo vicepresidente della Regione. Una nomina che fino a poche settimane fa appariva solida e che oggi invece viene logorata dalle pressioni dell’area Schlein, intenzionata a garantire spazio ai suoi riferimenti politici. In pole position sale Marco Saracino, nome che rappresenta una linea di discontinuità e che sposta gli equilibri interni al Pd.

Il fattore De Luca e il peso delle deleghe
A rendere lo scenario ancora più teso è il ruolo di Vincenzo De Luca. L’ex governatore non intende restare spettatore e rivendica un peso politico significativo nella futura giunta. La richiesta è chiara: due assessori con deleghe di primo piano.

Il primo nome è quello di Fulvio Bonavitacola, vicepresidente uscente e figura chiave dell’esperienza deluchiana. Il secondo tassello è più delicato. Fortini e Cascone sono fuori gioco perché eletti in Consiglio regionale. Resta allora Vincenzo Napoli, sindaco di Salerno, a fine mandato e pronto a rientrare pienamente nell’orbita regionale, riconsegnando simbolicamente la città nelle mani di De Luca.

Cinque Stelle, alleati e scontenti
La composizione della giunta deve però tenere insieme anche il Movimento Cinque Stelle, che rivendica almeno due posti, coerentemente con il peso politico di Fico e con l’impianto dell’alleanza. A questi si aggiungono le richieste di Avanti, dell’area Mastella e di Alleanza Verdi e Sinistra.

Ed è proprio Avs a rischiare di restare fuori dai giochi. Una esclusione che avrebbe un costo politico evidente e che difficilmente potrebbe essere accettata senza contropartite. Qui entra in scena uno scenario che guarda direttamente a Castellammare di Stabia.