Via Cesarano, dalla caduta di una pianta all’ennesimo rattoppo d’asfalto. L’altro grande assente: il verde pubblico

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Dall’Ethosland dell’arena Pignataro al doppio taglio arboreo sulle palazzine.

di Marco Visconti

Una recente tempesta ha abbattuto una pianta in via Cesarano, lasciando sull’asfalto un vuoto che avrebbe potuto trasformarsi in un’occasione di rinverdimento urbano. Invece, nel giro di poco tempo, gli operai sono intervenuti per chiudere il buco con l’asfalto, cancellando ogni traccia di verde e rinunciando alla possibilità di piantare un nuovo albero.Una scelta che non sorprende più i cittadini, ormai abituati ai restyling cementificati di questa amministrazione.

Progetto svanito Ethosland.

Piuttosto che investire nel verde pubblico e andare incontro alle più recenti disposizioni europee e nazionali in materia ambientale, si continua a percorrere la strada di sempre: coprire, asfaltare, cementificare. Come se il paese non ne fosse già saturo.

Il rifacimento delle palazzine, che tanto ha fatto discutere in passato, sembra aver inaugurato uno stile destinato a estendersi anche agli spazi naturali. Non sapevamo, però, che anche le piante potessero “amare il doppio taglio”.

Eppure si diceva che sarebbe intervenuto un agronomo: un annuncio rimasto tale, forse dissolto come dopo un bicchiere di vino di troppo.Non è la prima promessa ambientale a svanire. Qualche anno fa si parlava con entusiasmo di un progetto green per l’Arena Pignataro, oggi finito nel torpore generale, soffocato dall’incuria e dall’immondizia.

Anche lì, buone intenzioni rimaste sulla carta.Quel buco in via Cesarano, rattoppato in fretta e male, diventa così un simbolo. Un segnale retorico ma eloquente di un paese che fatica a cambiare rotta, incapace di cogliere le sfide del presente. Cemento era, cemento è. E, a quanto pare, cemento resta.