La stagione è finita da mesi, ma sulle spiagge di Nerano le strutture erano ancora lì. Ombre, pedane, manufatti e spazi occupati come se l’estate non fosse mai terminata. È da questa anomalia, ormai diventata consuetudine in molte località costiere, che nasce l’operazione che ha portato al sequestro di cinque lidi balneari e quattro ristoranti a Massa Lubrense per occupazione illecita di demanio marittimo.
L’intervento è stato condotto dai militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia, insieme alla Guardia di Finanza della compagnia di Massa Lubrense, con controlli mirati lungo il tratto di costa di Nerano, in particolare nell’area di Marina del Cantone.
Le strutture mai rimosse dopo l’estate
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, le opere sequestrate non erano in attività ma avrebbero dovuto essere completamente rimosse al termine della stagione balneare, come previsto dai titoli concessori rilasciati dal Comune. Invece, occupavano ancora porzioni di spiaggia pubblica, sottraendole all’uso collettivo. L’occupazione irregolare riguarda una superficie complessiva di circa 566 metri quadrati di demanio marittimo. Spazi che, per legge, dovevano tornare liberi e disponibili, ma che di fatto erano rimasti privatizzati fuori stagione, senza alcuna autorizzazione valida.
L’azione congiunta di Guardia Costiera e Finanza
I controlli rientrano in un’attività coordinata di verifica sul rispetto delle concessioni demaniali, sempre più al centro dell’attenzione delle autorità giudiziarie. La sinergia tra Guardia Costiera e Guardia di Finanza ha permesso di incrociare dati amministrativi, concessioni e stato reale dei luoghi, facendo emergere le irregolarità. L’operazione non si è limitata a un semplice sopralluogo. Le verifiche hanno accertato che le strutture sequestrate non rispettavano le condizioni temporali previste dalle autorizzazioni, configurando così un’occupazione abusiva del demanio.
Dieci denunce e un segnale chiaro
Per questi motivi, dieci soggetti, ritenuti responsabili delle attività e della mancata rimozione delle opere, sono stati denunciati a piede libero. Le ipotesi di reato contestate riguardano l’occupazione illecita di suolo demaniale e la violazione delle prescrizioni contenute nei titoli concessori. Il sequestro delle strutture rappresenta un passaggio formale ma anche simbolico: il demanio marittimo non è una proroga permanente dell’attività privata, ma uno spazio pubblico regolato da norme precise, soprattutto fuori dalla stagione turistica.
Un’operazione che si inserisce in un quadro più ampio
L’azione odierna a Massa Lubrense non è un episodio isolato. Arriva infatti dopo una serie di analoghe attività di controllo promosse dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e, a livello distrettuale, dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli. Interventi simili sono stati effettuati nei mesi di luglio, agosto, settembre e dicembre, segno di una strategia di controllo costante e non episodica. L’obiettivo è chiaro: contrastare l’uso improprio delle spiagge e ristabilire il principio della temporaneità delle concessioni.
Nerano e il nodo della convivenza tra turismo e legalità
Marina del Cantone è uno dei tratti di costa più conosciuti e frequentati della penisola sorrentina. Un luogo dove il turismo è una risorsa fondamentale ma anche un banco di prova per il rispetto delle regole. La vicenda dei sequestri riporta al centro una questione spesso rimossa: il confine tra legittima attività economica e appropriazione indebita di spazi pubblici. Quando le strutture restano anche fuori stagione, il rischio è quello di trasformare le spiagge in territori esclusivi, sottratti alla collettività.
Il messaggio alle attività balneari e di ristorazione
L’operazione lancia un segnale netto a tutto il comparto balneare e della ristorazione costiera: le concessioni non sono indefinite e le regole vanno rispettate anche quando i riflettori dell’estate si spengono. La rimozione delle strutture stagionali non è un dettaglio burocratico, ma una condizione essenziale per garantire il corretto utilizzo del demanio e la tutela del paesaggio costiero, soprattutto in aree di pregio come Nerano e Massa Lubrense.
Una linea destinata a proseguire
Le autorità hanno già fatto sapere che i controlli continueranno anche nei prossimi mesi. L’obiettivo non è solo repressivo, ma anche preventivo: evitare che l’occupazione fuori stagione diventi una prassi tollerata. A Massa Lubrense, intanto, i sigilli apposti a lidi e ristoranti raccontano una realtà semplice e spesso dimenticata: il mare e le spiagge non si concedono per inerzia. Vanno restituiti, stagione dopo stagione, alla loro natura pubblica.

