Luci di Natale al Policlinico Federico II da oltre 112mila euro

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Luci di Natale al Policlinico Federico II da oltre 112mila euro. È una determina perfettamente legittima, formalmente ineccepibile e adottata nel pieno rispetto delle norme sugli affidamenti sotto soglia. Eppure, la cifra stanziata non passa inosservata. L’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli ha disposto un investimento di 112.500 euro, oltre IVA, per il servizio di illuminazione natalizia dei padiglioni del complesso ospedaliero, affidando l’incarico alla società “Fabbricanti di Emozioni Srl”. Una scelta motivata, nero su bianco, dalla volontà di potenziare le azioni di “umanizzazione delle cure”, ma che inevitabilmente apre una riflessione sull’equilibrio tra immagine, accoglienza e priorità assistenziali.
La determina dirigenziale, la numero 1337 del 16 dicembre 2025, nasce da una richiesta formale della Direzione Generale, che ha sollecitato l’attivazione del servizio di illuminazione natalizia come intervento simbolico, pensato per rendere più accoglienti gli spazi di uno dei più grandi poli sanitari del Mezzogiorno. L’affidamento è avvenuto tramite trattativa diretta sul MePA, strumento previsto dalla normativa vigente per servizi di importo inferiore ai 139mila euro, senza obbligo di consultare più operatori economici.
Secondo quanto riportato negli atti, la società incaricata è specializzata nella progettazione di eventi luminosi ad alto valore artistico e sociale e ha già realizzato installazioni simili in diversi comuni campani, tra cui Napoli, Capri, Bacoli e Ischia. L’offerta presentata è stata ritenuta congrua dagli uffici, anche in relazione a precedenti affidamenti analoghi e ai prezzi di mercato. Il nulla osta della Direzione Generale ha chiuso l’iter amministrativo, rendendo l’atto immediatamente esecutivo.
Sul piano giuridico, dunque, non emergono criticità: la procedura è conforme al Codice dei Contratti Pubblici, l’impegno di spesa risulta coperto a bilancio e l’affidamento rientra pienamente nei poteri gestionali della struttura proponente. Tutto regolare, tutto tracciato, tutto firmato digitalmente.
Eppure, fuori dalle stanze degli uffici, la cifra continua a far discutere. Centododicimila euro per le luci di Natale in un ospedale pubblico sono una somma che pesa, soprattutto se letta nel contesto quotidiano di una sanità alle prese con carenze strutturali, liste d’attesa, necessità di personale e richieste costanti di risorse per servizi essenziali. Non si tratta di mettere in discussione la bontà dell’iniziativa o il valore simbolico dell’accoglienza, quanto piuttosto di interrogarsi sulla proporzione tra l’investimento estetico e i bisogni concreti di pazienti e utenti.
Il Policlinico Federico II è un luogo in cui ogni giorno transitano migliaia di persone: malati, familiari, studenti, operatori sanitari. In questo contesto, l’umanizzazione delle cure è un obiettivo condiviso e importante. Ma resta aperta la domanda se una spesa di questo livello, seppur legittima, sia davvero la priorità più avvertita da chi vive l’ospedale dall’interno.
La determina non lascia spazio a interpretazioni alternative: l’atto è stato adottato nel rispetto delle regole e non presenta profili di illegittimità. Il dibattito, semmai, si sposta su un piano diverso, quello dell’opportunità e delle scelte strategiche. In una sanità pubblica chiamata a fare i conti con risorse limitate, ogni euro speso diventa anche una decisione politica e gestionale, destinata inevitabilmente a essere osservata, valutata e discussa.
Le luci si accenderanno, come previsto, restituendo un’immagine più calda e accogliente dei padiglioni. Resta però sullo sfondo una riflessione che va oltre il Natale: come bilanciare il bisogno di bellezza e umanità con l’urgenza dei servizi, delle cure e dell’assistenza quotidiana. Una domanda che, al di là di questa determina, continua a riguardare l’intero sistema sanitario pubblico.