Cosa succede se non paghi l’Imu: rischi, sanzioni e ravvedimento

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Quando si avvicina la scadenza dell’Imu, sia per l’acconto del 16 giugno sia per il saldo del 16 dicembre, molti contribuenti si chiedono cosa accade se non pagano. L’Imposta municipale propria rappresenta una delle principali entrate dei Comuni e negli ultimi anni i controlli sono diventati sempre più stringenti. Dal 2020, in particolare, i Comuni hanno poteri maggiori di accertamento e riscossione, con accesso ai dati di fornitori di energia elettrica, acqua e gas per individuare residenze fittizie.

Le scadenze da rispettare

L’Imu deve essere versata ogni anno in due tranche: entro il 16 giugno per l’acconto (o in unica soluzione) e entro il 16 dicembre per il saldo. Se la scadenza cade di domenica o in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo. Il mancato rispetto dei termini comporta automaticamente interessi e sanzioni.

Cosa succede se non versi l’Imu

Chi non paga l’Imu può ancora regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, pagando imposta, interessi e una sanzione ridotta. Se non si interviene, il Comune può notificare un avviso di accertamento, che dal 2020 è titolo esecutivo.

In caso di mancato pagamento entro 60 giorni, l’atto diventa definitivo e può scattare la riscossione coattiva, con strumenti come:

  • fermo amministrativo dei veicoli;
  • pignoramento di conti correnti, stipendi e pensioni;
  • ipoteca o pignoramento di altri immobili.

Per debiti inferiori a 10.000 euro, è previsto un preavviso prima dell’esecuzione, ma il rischio di recupero resta concreto.

Le sanzioni per Imu non pagata

L’omesso o tardivo pagamento comporta:

  • sanzione ordinaria pari al 25% dell’imposta (ridotta al 30% dal 1° settembre 2024);
  • interessi calcolati al tasso legale giornaliero.

In casi più gravi:

  • 100% per omessa dichiarazione;
  • 40% per dichiarazione infedele.

Ravvedimento operoso: come funziona

Il ravvedimento consente di sanare spontaneamente il debito, con sanzioni ridotte a seconda dei giorni di ritardo:

  • entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno;
  • dal 15° al 30° giorno: 1,5%;
  • dal 31° al 90° giorno: 1,67%;
  • entro un anno: 3,75%;
  • entro due anni: 4,29%;
  • oltre due anni: 5%.

Oggi è possibile ricorrere al ravvedimento anche dopo l’avvio dei controlli, fino alla notifica dell’atto di accertamento.

Imu non pagata per anni

Se l’Imu non viene versata per più annualità, le sanzioni non si sommano aritmeticamente. La giurisprudenza prevede il cumulo giuridico, che riduce l’impatto complessivo delle sanzioni rispetto a violazioni isolate.

Prescrizione dell’Imu

L’Imu si prescrive in 5 anni, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di pagamento. Per esempio, l’Imu 2022 si prescrive il 31 dicembre 2027 se non intervengono atti di accertamento o cartelle. La prescrizione può essere interrotta da notifiche, facendo ripartire il termine quinquennale.

Pagare l’Imu nei termini resta la soluzione più sicura per evitare sanzioni, interessi e possibili azioni coattive, ma il ravvedimento operoso rappresenta uno strumento prezioso per chi vuole sanare ritardi o omissioni.