La tredicesima mensilità è oggi una certezza per milioni di lavoratori italiani. Arriva a dicembre, scandisce l’attesa del Natale e rappresenta una delle voci più riconoscibili del sistema retributivo nazionale. Ma non è sempre stato così. La storia della tredicesima in Italia è lunga, articolata e profondamente legata ai cambiamenti sociali, politici ed economici del Paese.
Le origini: quando la tredicesima non era un diritto
All’inizio, la tredicesima non era un obbligo.
Nella prima parte del Novecento, quella che oggi chiamiamo tredicesima era conosciuta come “gratifica natalizia”. Un premio discrezionale, lasciato alla volontà del datore di lavoro, spesso legato alla produttività o alla fedeltà del dipendente.
Veniva concessa soprattutto nelle grandi aziende industriali e non aveva alcuna tutela normativa. Poteva esserci un anno sì e uno no. Non era uguale per tutti e non era garantita.
In un’Italia ancora segnata da forti disuguaglianze sociali, la gratifica natalizia era più un gesto paternalistico che un vero strumento di tutela del reddito.
Il 1937: la svolta durante il fascismo
La prima vera svolta arriva il 5 agosto 1937.
Il governo fascista di Benito Mussolini introduce l’obbligo della tredicesima mensilità per i lavoratori dell’industria.
Si tratta di una misura che nasce in un contesto politico preciso. Da un lato, il regime punta a rafforzare il consenso tra le classi lavoratrici. Dall’altro, riconosce la necessità di garantire una forma di sostegno economico aggiuntivo in un periodo dell’anno particolarmente delicato per le famiglie.
È importante sottolinearlo: in questa fase la tredicesima non riguarda tutti. È limitata al settore industriale e non si estende al resto del mondo del lavoro.
Il secondo dopoguerra e l’estensione del diritto
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il sistema economico e sociale italiano viene completamente ripensato.
Il lavoro diventa uno dei pilastri della nuova Repubblica e anche la tredicesima entra in una fase di trasformazione.
Il 27 ottobre 1946 viene firmato il concordato interconfederale che estende la tredicesima mensilità a tutti i lavoratori dell’industria, superando le distinzioni precedenti.
È un passaggio cruciale: la tredicesima smette di essere una misura settoriale e diventa uno strumento più ampio di tutela del reddito.
Il 1960: la tredicesima per tutti i lavoratori
Il momento decisivo arriva il 28 luglio 1960.
Con il decreto del Presidente della Repubblica n.1070, la tredicesima mensilità viene estesa a tutti i lavoratori, di ogni settore economico.
Da quel momento, la tredicesima entra stabilmente nel sistema retributivo italiano. Non è più una concessione, non è più una scelta del datore di lavoro. Diventa un diritto riconosciuto per legge.
È anche in questi anni che la tredicesima assume la forma che conosciamo oggi: una mensilità aggiuntiva calcolata in base ai mesi lavorati, erogata generalmente nel mese di dicembre.
L’impatto sociale ed economico
Con il passare del tempo, la tredicesima smette di essere solo una voce in busta paga. Diventa un elemento centrale nella vita delle famiglie italiane.
Il suo arrivo, a ridosso delle festività natalizie, contribuisce a:
- sostenere i consumi
- favorire le spese per regali e alimenti
- permettere il pagamento di bollette e spese arretrate
- dare respiro a bilanci familiari spesso sotto pressione
Non a caso, la tredicesima viene spesso osservata anche come indicatore economico. Il suo impatto sul commercio e sulla domanda interna è significativo, soprattutto in periodi di crisi.
La tredicesima oggi
Oggi la tredicesima è riconosciuta a:
- lavoratori dipendenti pubblici e privati
- lavoratori a tempo determinato e indeterminato
- pensionati e beneficiari di alcune prestazioni sociali
Può essere erogata in un’unica soluzione a dicembre oppure, previo accordo, rateizzata durante l’anno. Resta obbligatoria, a differenza della quattordicesima, che dipende dal contratto collettivo.
Un diritto che racconta l’Italia
La storia della tredicesima in Italia racconta molto più di una mensilità in più.
Racconta l’evoluzione del lavoro, il passaggio da un sistema basato sulla discrezionalità a uno fondato sui diritti, il tentativo di garantire maggiore equilibrio tra reddito e costo della vita.
Ancora oggi, a distanza di quasi un secolo dalla sua introduzione, la tredicesima continua a essere uno dei simboli più riconoscibili del rapporto tra lavoro, Stato e famiglie italiane.

