Quando arriva la tredicesima, l’entusiasmo iniziale spesso lascia spazio a una domanda ricorrente: perché l’importo netto è così più basso rispetto allo stipendio mensile? La risposta sta tutta nel modo in cui viene tassata la tredicesima, che segue regole diverse rispetto alla retribuzione ordinaria.
Capire come funziona la tassazione della tredicesima è fondamentale per evitare sorprese e per pianificare meglio le spese di fine anno.
La tredicesima non è un regalo, ma reddito imponibile
La tredicesima mensilità è a tutti gli effetti una parte dello stipendio annuale. Questo significa che viene considerata reddito imponibile e, come tale, è soggetta a tassazione.
A differenza dello stipendio mensile, però, sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente. È questo il primo motivo per cui il netto risulta più basso.
In pratica, lo Stato tassa la tredicesima in modo più “secco”, senza sconti fiscali.
IRPEF: l’imposta principale sulla tredicesima
La voce che pesa di più sulla tredicesima è l’IRPEF. L’aliquota applicata dipende dal reddito complessivo annuo del lavoratore e dagli scaglioni fiscali in vigore.
La tredicesima viene sommata al reddito totale e tassata con l’aliquota marginale, cioè quella più alta che si applica all’ultima parte del reddito. Questo può far aumentare la percentuale di tasse trattenute, soprattutto per chi si trova vicino a uno scaglione superiore.
Non si tratta di una “tassa extra”, ma di un meccanismo che segue le regole dell’imposta progressiva.
Contributi INPS: non sempre vengono trattenuti
Un altro punto spesso poco chiaro riguarda i contributi previdenziali. In molti casi, sulla tredicesima i contributi INPS non vengono trattenuti, oppure lo sono in misura ridotta, perché sono già stati versati nel corso dell’anno.
Questo aspetto varia in base al contratto collettivo e alla categoria lavorativa, ma non compensa l’assenza delle detrazioni fiscali, che resta il fattore principale del netto più basso.
Perché il netto della tredicesima sembra “sparire”
La combinazione tra IRPEF piena e assenza di detrazioni fa sì che la tredicesima sembri più tassata dello stipendio normale. In realtà, sullo stipendio mensile il lavoratore beneficia ogni mese di sconti fiscali che sulla tredicesima non sono previsti.
È anche per questo che molti lavoratori restano delusi dall’importo accreditato, pur aspettando la mensilità aggiuntiva come un’entrata straordinaria.
Differenze tra lavoratori dipendenti e pensionati
Anche per i pensionati la tredicesima è soggetta a tassazione IRPEF. Tuttavia, per le pensioni più basse possono entrare in gioco detrazioni specifiche che attenuano l’impatto fiscale.
In generale, però, il principio resta lo stesso: la tredicesima è reddito e viene tassata senza le agevolazioni applicate mensilmente.
È possibile recuperare parte delle tasse?
In alcuni casi, una parte delle imposte pagate sulla tredicesima può essere recuperata con il conguaglio fiscale o con la dichiarazione dei redditi, soprattutto se nel corso dell’anno il datore di lavoro ha trattenuto più del dovuto.
Non è una regola automatica, ma una possibilità legata alla situazione fiscale complessiva del contribuente.
Tredicesima tassata, ma prevedibile
Sapere come viene tassata la tredicesima permette di guardare all’importo netto con maggiore consapevolezza. Non è una penalizzazione improvvisa, ma l’effetto di regole fiscali precise.
Conoscere questi meccanismi aiuta a evitare illusioni e a gestire meglio una mensilità che resta importante, anche se meno “ricca” di quanto ci si aspetti.

