Attacco terroristico a Bondi Beach: tra le vittime il rabbino di Sydney

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Attacco terroristico a Bondi Beach: tra le vittime il rabbino di Sydney

Attacco terroristico a Bondi Beach: tra le vittime il rabbino di Sydney. La notte di Bondi Beach si chiude con un bilancio che continua a crescere e una verità sempre più chiara. La sparatoria a Sydney, che ha sconvolto una delle spiagge più iconiche del mondo durante la celebrazione di Hanukkah, è stata ufficialmente classificata come un attacco terroristico. Dodici persone sono morte, ventinove sono rimaste ferite, due agenti di polizia sono stati colpiti. La comunità ebraica era l’obiettivo.

L’identità di uno degli attentatori

Uno dei due uomini che hanno aperto il fuoco è stato identificato. Si chiamava Naveed Akram, aveva 24 anni e viveva a Bonnyrigg, sobborgo nella parte occidentale di Sydney. Il suo nome emerge mentre la polizia ricostruisce gli ultimi movimenti e i contatti dell’uomo, partendo dai documenti rinvenuti sul posto e dalla patente di guida.

Il secondo attentatore, secondo quanto comunicato dalle forze dell’ordine, è stato gravemente ferito durante lo scontro a fuoco con la polizia ed è ora ricoverato in condizioni critiche. Le indagini restano aperte per chiarire se vi siano complici o una rete di supporto alle spalle dell’azione.

Attacco terroristico a Bondi Beach confermato

Durante una conferenza stampa, il commissario della polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon, ha confermato quello che molti temevano fin dalle prime ore. Non si è trattato di un gesto isolato o di una follia improvvisa. È stato un attacco terroristico mirato.

La sparatoria a Sydney ultime notizie parlano di una pianificazione precisa e di una scelta deliberata del bersaglio. La comunità ebraica di Sydney, riunita a Bondi Beach per accendere la prima candela di Hanukkah, era l’obiettivo dichiarato. Un luogo aperto, simbolico, frequentato da famiglie, bambini, anziani.

Le vittime e il rabbino ucciso

Tra le dodici vittime confermate c’è anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger. La sua morte ha colpito profondamente la comunità ebraica locale e internazionale. Schlanger era una figura conosciuta e rispettata, presente alla celebrazione come guida spirituale e punto di riferimento.

Altre undici persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Tra loro anche due agenti di polizia intervenuti nei primi minuti dopo l’allarme. Le ambulanze hanno trasformato la spiaggia in un campo di emergenza, mentre molte persone, nel panico, si sono gettate in acqua per sfuggire ai colpi.

Attacco terroristico a Bondi Beach: il caos sulla spiaggia e la fuga

I testimoni raccontano di attimi confusi e violenti. Spari improvvisi, urla, la folla che si disperde. Alcuni si sono nascosti dietro le auto parcheggiate lungo Campbell Parade, altri hanno cercato rifugio nei locali vicini, molti sono corsi verso l’oceano senza voltarsi indietro.

Bondi Beach, solitamente luogo di surf e tramonti, si è trasformata in pochi secondi in una scena di terrore. La polizia ha chiuso l’intera area, invitando la popolazione a mettersi al riparo e a non avvicinarsi.

Il passante che ha fermato uno degli attentatori

In mezzo al caos emerge una storia che sta facendo il giro dell’Australia. Un passante, rimasto intrappolato sulla spiaggia, si sarebbe nascosto dietro un’auto durante la sparatoria. Quando uno degli attentatori si è avvicinato, l’uomo ha trovato il coraggio di intervenire, riuscendo a disarmarlo prima dell’arrivo della polizia.

Un gesto istintivo, rischioso, che secondo gli investigatori potrebbe aver evitato un numero ancora maggiore di vittime. La dinamica è ora al vaglio delle forze dell’ordine, che stanno ricostruendo ogni secondo dell’attacco attraverso video, testimonianze e immagini di sorveglianza.

Le perquisizioni e gli oggetti sospetti

Poche ore dopo la sparatoria, la polizia ha fatto irruzione in un’abitazione nella zona occidentale di Sydney, collegata alle indagini. Durante le operazioni sono stati sequestrati diversi oggetti ritenuti sospetti, mentre nelle vicinanze di Bondi Beach gli artificieri hanno esaminato materiali abbandonati per escludere la presenza di ordigni.

L’area resta sotto stretta sorveglianza, con un livello di allerta elevato in tutta la città. Le autorità temono azioni emulative o ulteriori minacce legate all’attacco.

Attacco terroristico a Bondi Beach: la reazione internazionale

La sparatoria a Sydney ultime notizie hanno immediatamente superato i confini australiani. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha definito quanto accaduto un crudele attacco contro gli ebrei, parlando di un’ondata di antisemitismo che non può più essere ignorata.

Le sue parole arrivano mentre le comunità ebraiche di tutto il mondo rafforzano le misure di sicurezza e annullano eventi pubblici previsti nei prossimi giorni.

Una città sotto shock

Sydney si è svegliata diversa. Le immagini della spiaggia insanguinata, dei soccorritori, delle candele di Hanukkah spente dalla violenza hanno lasciato un segno profondo. Bondi Beach non è solo un luogo turistico, è un simbolo dell’identità australiana. Colpirla così, durante una festa religiosa, ha un significato che va oltre il numero delle vittime.

Le indagini proseguono senza sosta. La priorità resta capire come sia stato possibile organizzare un attacco di questa portata e se segnali di allarme siano stati sottovalutati. Intanto, la città piange i suoi morti e cerca risposte, mentre il nome di Bondi Beach entra tragicamente nella lista dei luoghi segnati dal terrorismo.