Catanzaro-Avellino 1-0: decide Cissé, biancoverdi fermati dal VAR

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Catanzaro-Avellino 1-0: decide Cissé, biancoverdi fermati dal VAR. Il momento che sposta tutto arriva al 52’. Un destro secco da fuori area. La palla che passa tra le maglie, sorprende Daffara e finisce in rete. Catanzaro-Avellino si decide lì. Da quel momento il Ceravolo diventa una trincea e l’Avellino resta con la sensazione di aver sfiorato qualcosa che gli è scivolato via.

Una partita che si accende nella ripresa

Catanzaro-Avellino 1-0 si costruisce in una gara lunga, nervosa, piena di contatti e dettagli. Il primo tempo scorre senza reti ma non senza segnali. Il Catanzaro prende campo, gestisce il pallone, prova ad allargare il gioco. L’Avellino resta compatto, chiude le linee e quando può prova a colpire in transizione.

Le occasioni arrivano da entrambe le parti. Tutino colpisce una traversa con un colpo di testa che gela lo stadio. Iemmello spreca dal limite. Pittarello va giù in area ma l’arbitro lascia correre. Il clima è quello delle partite che si decidono su un episodio.

L’episodio arriva all’inizio della ripresa. Al 52’ D’Alessandro serve Cissé. Il controllo è rapido, il tiro immediato. Un destro preciso, chirurgico. Pigliacelli resta a guardare. Il Catanzaro passa in vantaggio.

Il peso di questo risultato per il territorio

Catanzaro-Avellino non è una partita qualunque. È un incrocio tra due piazze che vivono il calcio come identità. Il successo giallorosso pesa perché arriva davanti al proprio pubblico, in un momento della stagione in cui i punti iniziano a fare classifica e umore.

Per l’Avellino il ko brucia. Perché la squadra reagisce, alza il baricentro, crea occasioni. Perché il pareggio sembra arrivare al 78’, quando Besaggio spinge in rete su cross di Russo. L’urlo dura pochi secondi. L’arbitro ferma tutto. Fallo in attacco su Rispoli. Il VAR conferma. Si resta sull’1-0.

Sugli spalti l’atmosfera cambia. Proteste, nervosismo, panchina irpina che non ci sta. In campo il Catanzaro rallenta il gioco, spezza il ritmo, difende con ordine. È una gestione che parla di maturità.

Il momento che divide la partita

Il gol annullato a Besaggio è il punto che spacca Catanzaro-Avellino. Non solo per il risultato, ma per quello che lascia. L’Avellino aveva trovato il varco giusto, aveva messo pressione, aveva dato la sensazione di poter rimettere tutto in equilibrio.

Il fallo fischiato cambia la narrazione. Da possibile 1-1 a nuova rincorsa. I biancoverdi continuano a spingere. Biasci colpisce una traversa di testa al 67’. Pittarello sfiora il palo. Ma il pallone non entra più.

Il Catanzaro risponde con cambi mirati. Dentro Pandolfi, Rispoli, Nuamah. Iemmello esce tra gli applausi. La squadra si abbassa ma non si disunisce. Ogni pallone diventa una battaglia.

Le voci del campo dentro la partita

A fine gara le parole scorrono insieme alle immagini. In campo si parla di episodio, di decisioni arbitrali, di una partita che poteva cambiare volto. Dalla panchina irpina filtra amarezza. Si dice che il pareggio era meritato, che la squadra ha reagito bene dopo lo svantaggio, che certi dettagli fanno la differenza.

Dal lato Catanzaro il tono è diverso. Si sottolinea la compattezza, la capacità di soffrire, l’importanza di portare a casa tre punti pesanti. Si parla di un gruppo che cresce, di una vittoria che rafforza il percorso.

Sono parole che restano dentro il racconto di Catanzaro-Avellino 1-0. Non cambiano il risultato, ma spiegano il clima.

Cosa cambia adesso

Il successo consente al Catanzaro di consolidare la propria posizione e di guardare avanti con maggiore fiducia. Una vittoria che arriva contro un avversario diretto e che rafforza l’idea di una squadra solida, capace di colpire e difendere.

Per l’Avellino si apre una fase di riflessione. La prestazione non è negativa, ma il risultato pesa. Gli infortuni, come quello di Kumi costretto a uscire, e le decisioni arbitrali diventano temi caldi. Nei prossimi giorni si guarderà al calendario e alle risposte del campo.

Il campionato non aspetta. E ogni partita, come questa, lascia strascichi.

Oltre il risultato

Catanzaro-Avellino 1-0 racconta molto più di un semplice punteggio. Racconta di una gara decisa da un tiro da fuori, di un VAR che cambia il destino di un’azione, di due squadre che interpretano il calcio con intensità.

Non è un caso isolato. È una fotografia di questo campionato, dove gli equilibri sono sottili e ogni episodio pesa come un macigno. Le proteste, le traverse, i gol annullati fanno parte di un copione che si ripete su molti campi.

MN24 osserva e racconta. Perché dietro una partita ci sono città, tifosi, famiglie che vivono il risultato anche il giorno dopo.

Il dubbio irrisolto

Catanzaro-Avellino finisce 1-0. Ma la sensazione è che questa partita non sia davvero finita al fischio finale. Resta il dubbio su quel pallone entrato e poi tolto. Resta la domanda su cosa sarebbe successo se fosse stato convalidato.

Il campionato va avanti. Le risposte arriveranno dal campo. E alcune storie, come questa, sono destinate a tornare.